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Covid 19

L’Oms dice che l’ondata in Cina non rappresenta “una minaccia imminente per l’Europa”

Non si prevede che l’aumento di casi Covid in Cina abbia un impatto significativo sulla situazione epidemiologica in Europa in questo momento: lo ha detto Hans Kluge, direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità per la regione europea, chiedendo che le restrizioni di viaggio precauzionali siano basate su dati “scientifici, proporzionate e non discriminatorie”.
A cura di Susanna Picone
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"Scientificamente non c'è una minaccia imminente per l'Europa" rispetto all'andamento dell'epidemia di Covid in Cina. A dirlo è Hans Henri Kluge, direttore regionale per l'Europa dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nel corso della prima conferenza stampa organizzata nel 2023 per fare il punto sulla situazione epidemiologica nella regione europea.

Non c’è una minaccia imminente secondo Kluge poiché le sottovarianti individuate in Cina già circolano nell’Unione europea. "Dalle informazioni disponibili all'Oms – ha detto – le varianti del virus Sars-CoV-2 circolanti in Cina sono quelle già viste in Europa e altrove".

"Condividiamo la visione attuale dell'Ecdc – ha detto ancora il direttore regionale di Oms Europa – secondo la quale al momento non si prevede che l'ondata in corso in Cina abbia un impatto significativo sulla situazione epidemiologica da Covid-19 nella regione europea dell'Oms. Ma non possiamo accontentarci".

Quindi Kluge ha sottolineato che "pur riconoscendo che la Cina ha condiviso informazioni sul sequenziamento del virus, abbiamo bisogno di informazioni dettagliate e regolari, in particolare sull'epidemiologia locale e sulle varianti, per accertare meglio la situazione in evoluzione".

L’Oms ha fatto il punto anche sulle misure precauzionali adottate dai Paesi per proteggere i cittadini da una nuova ondata dell’epidemia, chiedendo non siano discriminatorie. "Non è irragionevole che i Paesi adottino misure precauzionali per proteggere le loro popolazioni, mentre siamo in attesa di informazioni più dettagliate dalla Cina condivise tramite database accessibili al pubblico. Per quei Paesi della nostra regione che stanno introducendo tali misure di viaggio precauzionali in questo momento, chiediamo che siano radicate nella scienza, proporzionate e non discriminatorie", ha spiegato durante la conferenza stampa Kluge.

Hans Kluge
Hans Kluge

Riguardo la diffusione del virus, Kluge ha detto dati recenti di alcuni di Paesi stanno iniziando a indicare la crescente presenza della variante ricombinante XBB.1.5 (denominata Kraken) che si sta già diffondendo rapidamente negli Stati Uniti. "I casi di XBB.1.5. nella nostra regione vengono rilevati in numero piccolo ma crescente e stiamo lavorando per valutarne il potenziale impatto", ha aggiunto.

L’invito a tutti i Paesi è ad aumentare la sorveglianza genomica sul virus per prevenire il rischio di nuove varianti.

Nell'ultimo anno, ha avvertito Kluge, "molti paesi della nostra regione hanno notevolmente ridotto la loro capacità di sorveglianza per il Covid-19. Nelle prime 5 settimane del 2022, le informazioni sulle varianti su 1,2 milioni di casi sono state inviate all'Oms come parte dei dati di sorveglianza settimanali. Tuttavia, tale numero è sceso a circa 90mila casi nelle ultime 5 settimane dell'anno. Lodiamo i paesi europei che hanno mantenuto una forte sorveglianza genomica, tra cui Danimarca, Francia, Germania e Regno Unito".

E ha aggiunto che dopo tre anni di pandemia non possiamo permetterci ulteriori pressioni sui nostri sistemi sanitari. "Sulla base delle lezioni apprese, dobbiamo essere in grado di anticipare, rilevare e rispondere in tempo. Questo vale non solo per Sars-CoV-2, ma per qualsiasi minaccia emergente per la salute".

Dai vaccini anti-Covid alle mascherine, l’Oms chiede anche di applicare le misure che si sono dimostrate utili finora: "Aumento della diffusione del vaccino nella popolazione generale; somministrare ulteriori dosi di vaccino ai gruppi prioritari; promuovere l'uso della mascherina all'interno e nei trasporti pubblici; ventilare gli spazi affollati e pubblici come scuole, bar e ristoranti, uffici open space e trasporti pubblici; fornire terapie precoci e appropriate ai pazienti a rischio di malattia grave".

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