"Oggi pur nel numero ancora importante di decessi ci sono 10 regioni, principalmente al centrosud, e la provincia di Bolzano, in cui questo numero è inferiore alle 10 unità. Questo è un successo importante da attribuirsi alle misure di restrizione, oltre che alla capacità di tutto il sistema sanitario di aver fatto fronte a una situazione come questa". Queste le parole del presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli al punto stampa odierno della Protezione Civile sui dati dei contagi da coronavirus in Italia.

"Meglio riapertura nazionale che per regione"

Per la fase 2 "personalmente credo che le politiche che verranno scelte dal decisore dovranno forse avere un carattere nazionale piuttosto che regionale, semmai valorizzando i profili di rischio dei lavoratori. Guardare prima alle professioni piuttosto che alle zone geografiche? Sostanzialmente sì". Lo ha detto il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css) Franco Locatelli in conferenza stampa alla Protezione civile.

Molta cautela nella riapertura, rischio seconda ondata

"Dico in maniera chiara che tutto quello che riguarderà la riaccensione delle attività produttive non essenziali andrà fatto con molta cautela per evitare una seconda ondata" di contagi, ha aggiunto  sottolineando che si tratta della posizione del ministro della Salute, "che supporto", ha detto.

Approvati da Aifa 12 studi su farmaci

Aifa ha valutato 70 protocolli, ne ha approvati 12. La commissione tecnico scientifica è incessantemente al lavoro, e altri studi sono in attesa di una seconda valutazione dopo che sono state richieste delle implementazioni rispetto a quanto era stato fornito", ha aggiunto Locatelli in conferenza stampa.

Le professioni più a rischio

"I dentisti e i parrucchieri sono le categorie più a rischio, mentre chi lavora per la cura dei boschi sono al contrario il rischio di contagio è più basso" così il presidente del Consiglio superiore di sanità ha risposto a chi gli chiedeva quali fossero le professioni più esposte al rischio di contagio da Covid 19.