Sta navigando verso Mazara del Vallo il peschereccio Aliseo con a bordo sette uomini dell'equipaggio. Giuseppe Giacalone, il comandante, è rimasto ferito in seguito ai colpi di arma da fuoco sparati ieri contro l'imbarcazione italiana da una motovedetta militare libica. L'assalto si è registrato 35 miglia a nord della costa di Al Khums. Un tratto di mare, secondo le nostre autorità, definito ad alto rischio. Colpi di avvertimento secondo la Marina libica. "Non abbiamo esploso colpi contro imbarcazioni, solo in aria" ha dichiarato al telefono il commodoro Masoud Ibrahim Abdelsamad,. "Quando i pescherecci arrivano, la guardia costiera prova a fermarli".

L'arrivo dell'unità militare italiana ha convinto i libici a lasciare andare il peschereccio Aliseo. L'imbarcazione ha subito fatto rotta verso Mazara del Vallo. Non è in pericolo di vita ed è già in viaggio verso Mazara del Vallo. Poco dopo il salvataggio, ha potuto chiamare il figlio Alessandro. "Non mi sono fatto male, non preoccuparti" gli avrebbe detto in quei pochi minuti."Mio papà mi ha riferito che quei colpi di arma da fuoco sono stati sparati ad altezza d'uomo – racconta il figlio – e la prova sta nel fatto che alcuni vetri della cabina di comando sono andati in frantumi. I cocci hanno colpito mio padre alla testa, mentre un proiettile lo ha ferito di striscio a un braccio". L'uomo è stato medicato a bordo dopo l'arrivo delle unità italiane. Le sue condizioni di salute non destano preoccupazioni. "A seguito degli accertamenti del medico di nave Libeccio che si è recato a bordo del motopesca Aliseo, la ferita risulta di 22mm sulla zona frontale. Lo stato di salute è generalmente buono" scrive la Marina Militare in un comunicato.

Le dichiarazioni di Musumeci

"Non ne possiamo più di queste azioni violente da parte delle motovedette libiche. Non è tollerabile che i pescatori siciliani debbano andare a lavorare nelle acque internazionali con l'incubo di essere arrestati, sequestrati o mitragliati senza colpa. Il governo apra un confronto serio e risolutivo con Tripoli. Non vorrei pensare che per Roma la legittima tutela di interessi economici con la Libia sia più importante della pelle dei pescatori siciliani" ha dichiarato il presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci dopo l'attacco avvenuto al largo di Bengasi.