Lia Pipitone, un libro riapre il caso della figlia del boss uccisa 30 anni fa

Sarebbe stato infastidito dalle voci di una presunta relazione extraconiugale di sua figlia e avrebbe impartito l’ordine di farla uccidere. Antonino Pipitone, secondo quanto hanno raccontato alcuni pentiti, sarebbe stato il mandante dell’omicidio di Lia Pipitone. Lui era il boss del quartiere Arenella di Palermo, lei la figlia ribelle. Lia fu uccisa a 25 anni in una rapina il 23 settembre di 30 anni fa. Il padre della ragazza, vicino a Riina e Provenzano, è stato comunque assolto dalle accuse. A Lia Pipitone, 30 anni dopo la sua morte, sono stati intitolati diversi centri antiviolenza e ora è nato anche un fumetto. E dopo 30 anni c'è chi lavora per trovare la verità sulla sua morte. Nuove testimonianze sulla sua storia emergono dal libro scritto da suo figlio Alessio Cordaro, che quando la mamma è morta aveva 6 anni, e dal giornalista Salvo Palazzolo. Si chiama "Se muoio sopravvivimi". In questi anni il coraggio di Lia Pipitone, una donna che amava il mare e la libertà, ha permesso la nascita di una rete di centri antiviolenza in Sicilia.
I centri intitolati a Lia – Adriana Argento, responsabile del primo centro di Palermo che porta il nome di Lia, ha spiegato, parlando di un’immagine cara alla vittima: “La utilizziamo per spiegare alle donne e ai minori in difficoltà che si rivolgono a noi che anche in una situazione di grave disagio la voglia di libertà può riscattare da ogni prigione, che sia bullismo, violenza sulle donne fisica o psicologica”. Nella sede del centro antiviolenza di Palermo sarà possibile vedere quattro tavole a fumetti ispirate alla storia della figlia del boss: “Sono tutte in blu, il suo colore preferito” – dice Giuseppe Lo Bocchiaro, autore della sceneggiatura e dei disegni. Ogni tavola rappresenta le contraddizioni in cui si muoveva Lia, “stretta tra prigione e sete di libertà, positivo e negativo. Il nostro sogno, dopo aver conosciuto la sua storia, è di poter lavorare a una versione più estesa del fumetto, per questo stiamo cercando un editore interessato”, ha proseguito. Per non dimenticare Lia, nel trentennale dell’anniversario della sua morte, nasceranno ancora altri centri a Siracusa, Caltagirone, Erice, Caltanissetta, Monreale, Siracusa, Enna, Messina e Ragusa.