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News sull'omicidio di Elena Del Pozzo a Catania

Martina Patti chiede accesso alla giustizia riparativa: “Ho fatto qualcosa di orribile, ho ucciso mia figlia”

La 26enne rea confessa dell’omicidio della figlioletta di cinque anni a Mascalucia, nel Catanese, e già condannata a 30 anni in primo grado per aver ucciso e seppellito la piccola Elena in un campo vicino casa simulando un rapimento, ha chiesto scusa durante il processo d’appello a suo carico.
A cura di Antonio Palma
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"Ho fatto qualcosa di orribile: ho ucciso mia figlia" con queste parole riferite in aula durante il processo di appello a suo carico per l'omicidio della figlioletta di cinque anni, Martina Patti ha chiesto formalmente accesso al percorso della Giustizia riparativa. La richiesta, formulata dai suoi legali,  è arrivata oggi durante l'udienza in Corte d'assise  d'appello di Catania dove si sta tenendo il processo di secondo grado nei confronti della donna condannata in primo grado a 30 anni di reclusione per l'omicidio della piccola Elena Del Pozzo.

La ventiseienne crea confessa del delitto avvenuto il 13 giugno del 2022 a Mascalucia, nel Catanese, è apparsa in aula in videocollegamento dal carcere dove sta scontando la pena inflittati dalla tribunale in primo grado nel luglio del 2024. Rivolta alla corte e a tutti i presenti, Martina Patti ha chiesto scusa ammettendo di aver fatto qualcosa di orribile uccidendo la figlioletta che quel giorno fu prelevata all'asilo, colpita con un'arma da taglio e poi seppellita in un campo vicino a casa.

Una consapevolezza che è arrivata "dopo un percorso psicologico che sto conducendo da quando sono detenuta" ha spiegato la donna che già lo scorso anno aveva chiesto una perizia raccontando il percorso psicologico intrapreso durante la detenzione. Dopo il suo intervento, l'avvocato Tommaso Tamburino, che con il collega Gabriele Celesti la difende, ha avanzato formalmente la richiesta di giustizia riparativa alla corte. Una richiesta a cui si è immediatamente opposta la Procura Generale, rappresentante dalla sostituto procuratrice sostituta Agata Consoli, ma anche le parti civili costituite nel processo e cioè il papà e i nonni paterni della piccola vittima.

La Corte d'Assise d'appello si è riservata la decisione annunci annunciando che si pronuncerà nel corso della prossima udienza del processo che è stata calendarizzata per il prossimo 7 luglio.

Come ricostruito dal processo di primo grado, Martina Patti, che è imputata per omicidio premeditato aggravato, occultamento di cadavere e simulazioni di reato,  aveva preparato tutto con cura il giorno del delitto andando a prelevare all'asilo la bimba che aveva avuto dall'ex compagno e uccidendola e seppellendola in un campo abbandonato vicino casa, simulando poi il sequestro della piccola da parte di un commando di uomini incappucciati

Un racconto con molte lacune che non aveva retto alle indagini dei Carabinieri fino alla sua confessione poche ore dopo. Era stata proprio lei poi ad accompagnare gli inquirenti sul luogo in cui aveva seppellito la bimba uccisa con un'arma da taglio. Nel corso del processo i legali avevano chiesto l'assoluzione per incapacità d'intendere e di volere al momento dei fatti che però non è stata riconosciuta dai giudici di primo grado.

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