31 Maggio 2012
13:44

Lavoro sospeso – viaggio nella Campania della crisi economica [REPORTAGE]

Manichini impiccati per le strade di Napoli, lavoratori in presidio su uno spuntone di roccia a picco nel cratere del Vesuvio, imprenditori sull’orlo del fallimento e del suicidio, aziende messe alla porta senza motivo. Ecco come si presenta la Campania della crisi economica, dove il lavoro è appeso a un filo molto sottile.
A cura di Alessio Viscardi
cassintegrati

Manichini impiccati ai lati di tutte le strade del centro storico di Napoli, ex-lsu in presidio permenanente dentro al cratere del Vesuvio, aziende che si vedono private delle commesse senza motivi apparenti e imprenditori sull'orlo del fallimento a causa dei mancati crediti del sistema bancario. Ecco come si presenta la Campania, stretta dalla morsa della crisi economica e sociale. Un combinato disposto di pregressa povertà diffusa, carenza di strutture, burocrazia criminogena e mancanza di supporti. La Campania è una Regione già in default?

I Lavoratori Socialmente Utili sono stati per decenni una peculiarità della Regione Campania: lotte sindacali, scioperi e blocchi stradali da parte dei disoccupati, peso elettorale. Dal 2001 vennero adoperati per la manutenzione del Parco Nazionale del Vesuvio, costituendo la cooperativa Vesuvio, Ambiente e Lavoro. Oggi, dopo una mobilità di quattro anni a quattrocento euro al mese, sono rimasti senza lavoro. Si calati dalle pareti del cratere del vulcano, piantando una tenda. Resistono lì da setitmane, nonostante le temperature che variano dal caldo estremo delle giornate di sole, al freddo estremo delle notti di pioggia.

Gli imprenditori di Napoli est sono strozzati dal credito che le banche non erogano. Si tratta di aziende sane, come la Archico, ma che non riescono a riscuotere i pagamenti da parte dei creditori – che a loro volta non riescono a essere pagati, magari proprio dalle pubbliche amministrazioni. Il paradosso è che aziende sane e produttive, nonostante il momento di crisi, ma che subiscono gli effetti di un sistema burocratico faraginoso: ci vogliono anni per intentare una causa contro un creditore che non vuole pagare, intanto le tasse arrivano regolarmente e devono essere pagate tutte in tempo, se non si vuole finire nelle morse di Equitalia. "Il problema è che le banche non erogano prestiti – ci spiega Luigi Cuomo, presidente di Sos Impresa Campania – nonostante abbiano ricevuto un enorme finanziamento da parte della Bce. In questo modo, si consegnano imprese produttive nelle mani degli usurai".

La Simmi srl è una società produttiva che si occupa della cablatura di quadri elettrici per l'Ansaldo – controllata di Finmeccanica. I 230 impiegati però, sono rimasti senza lavoro quando il nuovo AD di Ansaldo ha deciso di tagliare le esternalizzazioni -affidando, però, la cablatura a ditte del nord e della provincia di Caserta. Secondo quanto denuncia il vecchio amministratore della società, Nicola Mastrogiacomo, si tratta di una questione di rivalità personale, aggravata dal fatto che Simmi aveva in passato denunciato bandi di gara che Ansaldo aveva indetto in agosto con procedure poco chiare.

Trentamila lavoratori in cassa integrazione in deroga rischiano di non ricevere più il sussidio da giugno. I fondi sono finiti e l'assessore regionale al lavoro, Severino Nappi, ha fatto richiesta al governdi di 150 milioni per evitare la sospensione. Ad oggi, non ci sono state risposte.

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