"Devono pagare, ci hanno inflitto violenza senza una ragione". Così Paola, la mamma di Giuseppe Pio D’Astolfo, il ragazzo di diciotto anni ricoverato in rianimazione per le conseguenze di un violentissimo colpo alla testa sferrato dai coetanei in circostanze che sono oggetto d'indagine.  “Quel ragazzo è la mia vita – ha detto al Corriere della Sera  – da me non otterranno mai alcun perdono finché avrò respiro”.

Giuseppe è stato ferito sabato scorso mentre si trovava alla stazione Sangritana a Lanciano (Chieti), dove si stava intrattenendo con alcuni amici. Per motivi che non sono ancora chiari un gruppo di cinque ragazzi, tra cui alcuni minorenni, ha aggredito Giuseppe e i suoi amici, inseguendoli. Il ragazzo ha incassato un pugno sulla tempia e in un primo momento è sembrato stare bene e non aver riportato danni. Solo successivamente, il ragazzo ha perso conoscenza ed è stato soccorso per un gravissimo ematoma causato dal colpo alla tempia. È stato operato d'urgenza per ridurre l'ematoma e si trova ora in coma farmacologico indotto nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Pescara.

Sull'episodio, che ha gettato il comune di Lanciano nello sgomento, stanno ora indagando gli inquirenti. Al vaglio ci sono le immagini della videocamera dell'Ippodromo comunale che avrebbe ripreso alcune sequenze dell'aggressione. In queste ore sono stati ascoltati i due amici e la ragazza (minorenne) che accompagnavano Giuseppe. Dopo i fatti il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo è intervenuto per condannare la violenza di cui è stato vittima il giovanissimo Giuseppe, ponendo l'accento sul fenomeno della violenza tra i giovani e sui gravissimi episodi della cronaca recente, tra cui quello di cui è stato vittima il giovanissimo Willy Monteiro a Colleferro. Sotto la lente anche il luogo di ritrovo dei ragazzi, ovvero un'area interdetta al pubblico alle spalle della stazione Sangritana, dove sembra che i giovanissimi si riunissero la sera per bere e alcolici e fumare.