“Con i negozi aperti in tutte le Regioni, va da sé, soprattutto in prossimità del Natale, che la voglia di socialità degli italiani avrà il suo sfogo naturale nelle vie dello shopping. Per questo le forze di polizia continueranno a svolgere i controlli necessari con l'impegno e l'equilibrio di sempre”. A dirlo in una intervista a La Stampa, il giorno dopo la firma del dpcm del 3 dicembre, è la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese. Ieri il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha illustrato le misure contenute nel dpcm valido dal 4 dicembre al 15 gennaio necessarie per contenere l’epidemia di Coronavirus ed evitare la terza ondata di contagi. Nei giorni rossi sul calendario saranno vietati gli spostamenti dal proprio Comune, ma per il periodo delle feste i negozi potranno restare aperti fino alle 21 perché – ha detto Conte in conferenza stampa – “non vogliamo limitare lo shopping e la consuetudine di scambiarsi dei doni natalizi”. Da qui la necessità, secondo Lamorgese, di svolgere controlli per garantire il rispetto delle regole. “Dal 1 ° settembre al 30 novembre, sono state controllate oltre sei milioni di persone e circa un milione di attività commerciali, con 50 mila sanzioni e quasi duemila denunce. Certo, a marzo, con il lockdown generalizzato, era più semplice controllare e sanzionare mentre oggi, con tutte le attività economiche aperte, spetta anche ai singoli cittadini assumere comportamenti per evitare assembramenti pericolosi”, così la ministra.

“Siamo entrati in una fase molto delicata del contrasto alla pandemia in cui si cerca di contemperare l'esigenza di non paralizzare una seconda volta le attività economiche con l’obiettivo, primario, di contenere la diffusione del virus”, ha spiegato Lamorgese, che ha parlato anche di controlli alle frontiere nel periodo delle feste natalizie. “Il problema si porrà in particolare a Natale, quando sono più frequenti gli spostamenti da e per l'estero: e dunque anche chi decide di oltrepassare i confini nazionali dovrà sottoporsi a controlli più serrati al momento del rientro in Italia”, ha spiegato ricordando che in questi mesi il governo ha affrontato, anche sotto il profilo della sicurezza sanitaria, il problema dei flussi migratori irregolari. Tutti i migranti che arrivano in Italia vengono sottoposti al test del tampone e alla quarantena: secondo i dati della ministra, la percentuale dei positivi nei centri di accoglienza è oggi del 2,06%.

Luciana Lamorgese ha ricordato anche le manifestazioni di protesta registrate in Italia nelle scorse settimane. Manifestazioni che solo in pochi casi – ha precisato la ministra dell’Interno – sono risultate un problema per l'ordine pubblico: “È successo quasi sempre quando nelle piazze si sono infiltrate frange dell'estrema destra, dell'antagonismo di sinistra e alcune organizzazioni che fanno riferimento al tifo violento negli stadi. A Napoli la magistratura sta procedendo anche per reati in cui si configurano legami alla criminalità organizzata mentre a Milano e a Torino, a provocare gli scontri con le forze di polizia, c'erano anche giovanissimi con precedenti: italiani e stranieri residenti di seconda e terza generazione. Fin qui, dato un contesto di crisi sociale ed economica senza precedenti, il bilancio per l ‘ordine pubblico si può considerare positivo, tenendo anche conto che, nel rispetto delle norme anti Covid 19, si sono potute svolgere tutte le legittime manifestazioni di protesta indette dalle categorie economiche colpite dalla crisi”, ha detto la ministra.