2 Maggio 2022
11:56

La storia di Bax, dalla musica ai cavalli scalzi: “Tolgo i ferri e li rieduco alla natura”

Marco Baccino, in arte Bax, si divide tra i cavalli scalzi e la musica blues americana. Un tempo musicista professionista, abbandona tutto per togliere i ferri ai cavalli e ritornare alla natura.
A cura di Gianluca Orrù
Marco Bax Baccino che interpreta Il Cavaliere Elettrico
Marco Bax Baccino che interpreta Il Cavaliere Elettrico

Mollare tutto per cambiare vita, abbandonare la chitarra e diventare pareggiatore di cavalli: ci vuole coraggio e anche un filo di follia, ma soprattutto passione per questi animali. Marco Baccino ha cambiato vita 15 anni fa e si è lasciato dietro la musica per abbracciare i cavalli seguendo l'intuizione di Jaime Jackson, maniscalco americano che ha inventato il metodo Natural Horse, che consiste nello sferrare i cavalli e riabituare i loro zoccoli al terreno attraverso una gestione degli spazi e della socialità degli animali più vicina alla natura. Da allora, da quando si è laureato in scienze equine, la sua missione è seguire i cavalli sferrati, pareggiarli e riportarli alla corsa senza i ferri e su qualsiasi tipo di terreno.

Marco baccino pareggiatore
Marco Baccino mentre pareggia un cavallo

Sveglia presto al mattino, campagne e nebbia delle valli piemontesi, maneggi e cavalli con le unghie lunghe che lo aspettano per la pedicure, la vita di Marco è questa ma in ogni storia c'è il momento di svolta che cambia tutto e questo momento per Marco arriva quando un giorno incontra Caterina, una cavalla ferita e destinata al macello, la compra a prezzo di carne prima che la uccidano, le toglie i ferri e la salva: per lui ricomincia una nuova vita, fatta di cavalli, di natura e di viaggi con lei, quelli che si chiamano Horse Trail. Caterina era ferita a un arto, non avrebbe più potuto correre, invece Marco l'aiuta e non la lascia indietro. In qualche modo complicato, questo salvataggio fa tornare qualcosa dentro di lui e risveglia l'ispirazione per la musica che se n'era andata qualche anno prima. Certe cose non si possono nascondere per sempre, fanno un giro lunghissimo e ritornano, così Marco scrive un album blues rock dedicato alla sua vita con i cavalli scalzi, alla natura e alla sua cavalla Caterina, che dopo 10 anni continua a vivere senza ferri e senza paura.

pareggiare cavalli
Una fase dell’operazione di pareggio degli zoccoli del cavallo.

Sferrare i cavalli, scalzarli, non è una cosa buona di per sé: i ferri sono sempre serviti a proteggere gli zoccoli di quei cavalli che passano molto tempo nella stalla. Pareggiare le unghie dei cavalli scalzi serve a emulare la natura, sopperisce all'effetto del consumo naturale degli zoccoli di un cavallo selvaggio, abituato a correre decine di chilometri al giorno; pareggiare gli zoccoli serve anche a bilanciare degli squilibri posturali dell'animale e a ripristinare dei consumi anomali, ma il grosso del lavoro lo fa la gestione dei cavalli, che devono avere uno spazio più ampio a disposizione, devono avere vari tipi di terreno sotto gli zoccoli per farli consumare nel modo giusto e devono anche vivere insieme, per una socialità più elevata e quindi un maggiore movimento. Scalzare i cavalli vuol dire cambiare l'approccio complessivo alla gestione dell'animale e questo Jaime Jackson, l'inventore del metodo, lo aveva imparato direttamente da madre natura, osservando per anni i Mustang selvaggi del Nevada, che mai sono stati ferrati. Il cavallo domestico però è allevato così da centinaia di anni e per tornare almeno un po' simile ai suoi parenti selvatici deve affrontare un percorso di cambiamento, proprio come Marco "Bax" Baccino, che è cambiato insieme ai cavalli che segue e che è riuscito a cambiare anche la mentalità di molti maneggi, che hanno abbracciato in pieno la visione di Marco e sono diventati tutti full barefoot horses, maneggi per cavalli scalzi.

La cavalla Caterina che Baccino ha salvato sferrandola
La cavalla Caterina che Baccino ha salvato sferrandola

"Caterina mi ha ispirato – ride Marco e accarezza il muso della cavalla – e ho ricominciato a scrivere musica proprio per un documentario sui cavalli. Da lì non mi sono più fermato. Ci siamo aiutati a vicenda e insieme abbiamo fatto molti viaggi, sull'asfalto, sull'erba, ovunque, senza ferri, e insieme abbiamo anche impersonato il cavaliere elettrico in varie città, di notte".

"The Electric Horseman" non è soltanto il titolo dell'album che Baccino ha rilasciato qualche giorno fa su Spotify, ma è anche il titolo di un film di Sidney Pollack del 1979 con Robert Redford e Jane Fonda, in cui l'attore (un vecchio campione di rodeo) si ritrova a fare pubblicità per un marchio di cereali in sella a un cavallo campione di corse, Rising Star. Quando Redford si rende conto che il cavallo è malato e ferito, scappa via con il costume luminoso della pubblicità per liberare il cavallo in un canyon sperduto, in mezzo ad altri cavalli selvaggi.

Marco Bax Baccino
Marco Bax Baccino nel suo studio a casa

L'album che Marco Baccino ha suonato e che si è autoprodotto nello studio casalingo pieno di chitarre, album in vinile e foto di cavalli, non è però un lavoro amatoriale, tutt'altro. "Sono andato dalla musica ai cavalli e poi sono ritornato indietro – spiega Marco – quando pensavo che avrei firmato il contratto musicale della mia vita con una major, qualche cosa è andata storta e l'album non è mai uscito. Per me quel progetto era molto importante ma non c'è stato più nulla da fare, la delusione è stata troppo grande e ho mollato tutto. Dopo un periodo molto buio per me ho fatto una inversione a U, ho lasciato casa e lavori da musicista professionista e mi sono trasferito in Toscana, per seguire il mio sogno di bambino, quello di lavorare coi cavalli, e ho ricominciato da zero prima come guida nei trail, lavorando in Botswana, in Wyoming, in Sud Africa, poi è arrivata la scoperta dei cavalli scalzi e la musica è ritornata nella mia vita". Nell'album sono presenti collaborazioni con musicisti affermati, da Enrico Matta dei Subsonica a Pippo Monaro, Ryan Boesch degli Eels, Stefano Cabrera del Gnu Quartet e Jennifer Batten, chitarrista di Michael Jackson.

"Non smetterò mai di sferrare i cavalli e di suonare e scrivere nuova musica – racconta Marco – sono due metà di me di cui adesso non posso più fare a meno".

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