Caso Scajola, la Dda: “Ci sono nuovi indagati”

A cura di D. F.
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Le intercettazioni telefoniche tra Scajola e Speziali hanno anche evidenziato il loro tentativo di proteggere i condannati Dell’Utri e Matacena.

UPDATE: La Dda di Reggio Calabria ha reso noto che nell'inchiesta che ha portato all'arresto dell'ex ministro Claudio Scajola ci sono nuovi indagati, sui nomi dei quali tuttavia c'è il più stretto riserbo: quello che si sa è che si tratta di persone che avrebbero ruotato nella cerchia di conoscenze dell'ex ministro degli interni, che a sua volta avrebbe agevolato la latitanza di Amedeo Matacena, l’ex deputato di Fi condannato a cinque anni per concorso esterno in associazione mafiosa. Scajola verrà interrogato venerdì all'interno del carcere di Regina Coeli dal sostituto procuratore nazionale antimafia Francesco Curcio e dal pm della Dda di Reggio Calabria, Giuseppe Lombardo che coordinano l’inchiesta.

Amin Gemayel è il potente ex presidente del Libano e nelle telefonate tra Claudio Scajola e Vicenzo Speziali – uomo che faceva avanti e indietro con il paese africano – sembra essere uno degli elementi chiave. L'uomo, infatti, avrebbe dovuto proteggere la latitanza di Marcello Dell'Utri e Amedeo Matacena, i due ex di Forza Italia condannati per concorso esterno in associazione mafiosa. Nel corso delle telefonate – un centinaio, nel mese di febbraio – Scajola e Speziali parlano spesso anche di Silvi Berlusconi: L'ex cavaliere, infatti, avrebbe dovuto incontrare Gemayel personalmente. Secondo gli inquirenti l'incontro sarebbe dovuto servire per preparare dettagliatamente una richiesta di asilo politico per i due ex parlamentari. Berlusconi e l'ex presidente libanese avrebbero dovuto incontarsi il 26 febbraio, ma il rendez-vous salta perché quest'ultimo chiede che l'appuntamento sia a Roma, mentre Berlusconi non vuole muoversi da Arcore. A questo punto Scajola, il cui ruolo è quello di intermediario tra tutte le parti, chiama la moglie di Matacena e la rassicura che l'operazione andrà comunque avanti.

Ma non è tutto. La Dia sta approfondendo anche in merito al ruolo della scorta di Scajola e agli ordini che l'ex ministro dava loro, tanto che la Procura di Reggio Calabria sta vagliando la possibilità di incriminare i poliziotti  per peculato e abuso di ufficio, viste le mansione estremamente personali che hanno accettato dall'ex ministro: ad esempio gli accompagnamenti di Chiara Rizzo all’acquisto di effetti personali, come un paio di calze che gli agenti di scorta vengono spediti a comprare dalla segretaria dell’ex ministro per la moglie del latitante condannato per complicità con la ‘ndrangheta.Ma non solo: a inquietare maggiormente è che Scajola avrebbe ripetutamente chiesto informazioni sugli spostamenti di alcune persone a uomini dei servizi segreti. Questi ultimi gli fornivano tutte le notizie richieste, e l'ex ministro si vantava al telefono di come i suoi "007 personali" funzionassero a dovere.

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