La denuncia di un cittadino di Vieste: “Qui non si vive più, residenti cacciati di casa per far spazio ai turisti”

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La denuncia di un residente: “A Vieste siamo di fronte a una vera e propria emergenza sociale che sta soffocando i residenti. Trovare una casa in affitto annuale è diventato impossibile. Il tessuto urbano e abitativo della città è stato completamente monopolizzato dalle locazioni turistiche brevi e dai B&B”.

Vivi anche tu in una città e hai dovuto lasciare la tua casa per far posto ai turisti? Se hai una storia di emergenza abitativa o testimonianze sul fenomeno degli affitti brevi da raccontarci, non esitare a contattarci. Scrivi all'indirizzo segnalazioni@fanpage.it o compila questo form.

Vieste è una delle regine del turismo in Puglia: spiagge da cartolina, un mare cristallino e un centro storico che ha, almeno all'apparenza, mantenuto intatti i caratteri originari, con le sue caratteristiche viuzze, le piazzette e le case bianche. Ma dietro la facciata della "città-vetrina" si nascondono i problemi che stanno piegando chi, nella perla del Gargano, deve viverci e ci lavorarci tutto l'anno.

A raccontare qual è oggi il vero volto della città è Daniel, cittadino viestano che ha affidato a Fanpage.it uno sfogo e spiegato come il diritto all'abitare sia stato ormai sacrificato sull'altare del profitto turistico e della speculazione degli affitti brevi. "A Vieste siamo di fronte a una vera e propria emergenza sociale che sta soffocando i residenti. Trovare una casa in affitto annuale è diventato impossibile. Il tessuto urbano e abitativo della città è stato completamente monopolizzato dalle locazioni turistiche brevi e dai B&B".

Mastromatteo descrive un mercato immobiliare paralizzato, dove chi cerca un contratto regolare a lungo termine (un 4+4 o un 3+2) si trova sovente davanti a un muro. "Gli immobili destinati ai residenti sono praticamente azzerati. Chi cerca casa viene sistematicamente rifiutato o costretto ad abbandonare l'alloggio a maggio per far posto ai turisti". È il fenomeno degli affitti brevi che sta già svuotando tante altre città italiane dai veri residenti per lasciare spazio ai turisti: alle famiglie e ai giovani che cercano una stabilità vengono spesso offerti solo contratti invernali transitori, per poi essere sbattuti fuori non appena si avvicina la stagione calda, quando le tariffe per una singola notte schizzano alle stelle.

Le parole del lettore non sono un'esagerazione, ma trovano un riscontro nei dati forniti dall'Istat. Vieste, che conta poco più di 13mila residenti stabili, registra ogni anno oltre 2 milioni di presenze turistiche. Un overtourism concentrato quasi esclusivamente nei mesi estivi: ad agosto il rapporto è di quasi 2 turisti per ogni residente, ogni giorno.

Sempre secondo i dati (ancora provvisori) forniti dall'Osservatorio Turistico Regionale della Puglia, a Vieste attualmente sono attive attualmente 1.526 strutture ricettive, 1.360 delle quali sono aperte; i posti letto disponibili ogni giorno sono 48mila e sono ben 933 le "locazioni non imprenditoriali", ovvero gli affitti temporanei di immobili a uso abitativo da parte di privati sprovvisti di partita IVA. Insomma, comunissime case tolte all'uso residenziale e destinate a quello turistico.

Per Daniel si tratta di "un fenomeno esploso senza alcun freno che ha svuotato i quartieri e trasformato Vieste in una città-vetrina attiva solo pochi mesi all'anno, lasciando le persone a bocca asciutta per i restanti mesi". Una dinamica che – secondo l'uomo – sarebbe tollerata dalle istituzioni locali: "Non esiste una mappatura rigorosa o un tetto massimo alle licenze per le strutture ricettive brevi nel centro e nelle zone limitrofe. Il Comune di Vieste continua a ignorare il problema, senza promuovere politiche di edilizia residenziale, agevolazioni fiscali per chi affitta ai residenti o regolamenti locali per arrestare la de-residenzializzazione".

Da parte sua, l'amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Nobiletti non nega l'emergenza ma dichiara di avere le mani legate: senza una legge nazionale o regionale, la normativa sulla libera iniziativa economica impedisce ai sindaci di bloccare le conversioni turistiche degli immobili privati. A tal proposito una svolta importante potrebbe arrivare nei prossimi mesi: venerdì 18 settembre approderà infatti in Consiglio regionale la tanto attesa legge sugli affitti brevi. La nuova norma, fortemente voluta dal presidente della Regione Antonio Decaro, dovrebbe fornire ai Comuni ad alta densità turistica proprio quegli strumenti che a Vieste mancano: il potere di individuare specifiche zone urbane in cui fissare limiti e criteri per gli affitti brevi, calcolando il rapporto tra posti letto e residenti.

C'è un dettaglio cruciale, però, che rischia di deludere chi oggi a Vieste non trova un tetto: la stretta regionale varrà solo per le nuove aperture. Le abitazioni già presenti sul mercato turistico (comprese le migliaia di Vieste) non verranno toccate, godendo di un regime transitorio. "Abbiamo scelto di concentrarci sulle nuove aperture lasciando invariato lo stato attuale", ha confermato Decaro. Inoltre, un emendamento (firmato da consiglieri di maggioranza come Tutolo, Capone, Falcone e Vurchio) punta a escludere dai limiti i piccoli proprietari fino a due case, per tutelare chi affitta per "arrotondare il bilancio familiare". Una scelta che ha già generato malumori, rischiando di depotenziare la portata della legge.

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