1.658 CONDIVISIONI
29 Novembre 2016
18:50

Io sto con Lapo, vittima sacrificale del perbenismo borghese

La vicenda di Lapo Elkann arrestato in Usa a causa di un finto rapimento inscenato per chiedere diecimila euro di riscatto alla propria famiglia ha fatto ridere tutto l’Internet. Ma guardandola da un’altra prospettiva, in questa tragicomica e grottesca situazione poco c’è da ridere, molto invece dovrebbe dar da pensare.
1.658 CONDIVISIONI
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Controcorrente

Una sceneggiatura degna di un film B-movie con qualche spruzzata di grottesco. Lapo Elkann arrestato in America per aver finto un rapimento e chiesto alla propria famiglia diecimila euro di riscatto da devolvere alla escort transessuale contattata per vivere 48 ore di bagordi, tra alcool e cocaina. Nemmeno con tanta fantasia e forza di volontà sarebbe stato possibile ideare una sceneggiata così tragicomica e bizzarra. Ma si sa, spesso la realtà supera la fantasia e oggi sui giornali e sui social network si è parlato solamente delle incursioni dell'ereditiere nipote di Gianni Agnelli. Sfottò, prese in giro, commenti moralisti e chi più ne ha più ne metta sono stati scagliati contro lo scapestrato rampollo della Torino bene, che a distanza di dieci anni torna a far parlare di sé a causa dei suoi problemi con droga, sesso e alcool. Ops, he did it again. C'è ricascato, di nuovo.

Per un'intera giornata, i social si sono dunque trasformati in una sorta di raduno di Savonarola in erba che erigendosi a giudici della moralità altrui hanno iniziato a sfoggiare saggi consigli e inferocite critiche, accanendosi sulla carcassa di un Elkann indifeso senza porsi la benché minima domanda. Troppo ghiotta era l'occasione per i Robespierre del Web sempre pronti a impartire lezioni di vita a chi dimostra di vivere sfacciatamente al di fuori degli schemi precostituiti. Ma se la risata strappata dall'assurda vicenda vissuta da Lapo può anche essere umana reazione, quel che invece è assolutamente disumano è il tentativo di sfruttare la grottesca situazione per cercare di pulirsi la propria coscienza e in qualche modo assolversi dai propri peccati sfruttando lo strambo e buffo capro espiatorio della giornata odierna. E domani? Domani sarà un altro giorno, il rullo delle agenzie girerà e ci servirà sul piatto d'argento l'ennesima vittima da sacrificare sull'altare del perbenismo.

Sarebbe invece stato esercizio utile e interessante il provare a scavare nel profondo della vicenda e analizzare le motivazioni che portano questi fragili e irrisolti ricchi rampolli dall'apparente vita perfetta e luccicante alla sistematica autodistruzione di se stessi e domandarsi quali traumi, turbamenti e choc mai rivelati siano stati costretti a subire dentro la perfetta prigione dorata mostrata dai servizi di gossip, anziché continuare a vivere la vita puntando il dito e giudicando chiunque riteniamo non essere all'altezza di conformiste aspettative borghesi.

1.658 CONDIVISIONI
Milanese, classe 1987, da sempre appassionata di politica. Il mio morboso interesse per la materia affonda le sue radici nel lontano 1993, in piena Tangentopoli, grazie a (o per colpa di) mio padre, che al posto di farmi vedere i cartoni animati, mi iniziò al magico mondo delle meraviglie costringendomi a seguire estenuanti maratone politiche. Dopo un'adolescenza turbolenta da pasionaria di sinistra, a 19 anni circa ho cominciato a mettere in discussione le mie idee e con il tempo sono diventata una liberale, liberista e libertaria convinta.
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su
Controcorrente
Lascia un commento!
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni