Iniziato lo sgombero del Grattacielo di Ferrara, in 500 restano senza casa: “Mamme e bimbi separati dai papà”

È iniziato oggi alle prime luci dell’alba lo sgombero delle torri A e C del grattacielo di Ferrara, così come disposto da una ordinanza del sindaco leghista Alan Fabbri: “Grandi dignità dai cittadini e umanità dalle forze dell’ordine. Il comune se ne è lavato le mani senza offrire soluzioni”.
A cura di Ida Artiaco
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Si è concluso lo sgombero delle torri A e C del famoso grattacielo di Ferrara, nel cuore del quartiere GAD della cittadina emiliana, cominciato questa mattina alle 06:30. Dopo l'evacuazione della torre B, a seguito di un incendio verificatosi a metà gennaio, il sindaco leghista Alan Fabbri ha firmato una ordinanza di sgombero per motivi di sicurezza anche delle altre due torri, per un totale di circa 500 residenti interessati, tra cui almeno 60 nuclei familiari con minori – secondo numeri raccolti dalle associazioni di volontariato -, che è iniziato nelle scorse ore.

Sul posto, oltre a vigili del fuoco e forze dell'ordine, anche volontari e Caritas. Al momento, fonti di Fanpage.it a Ferrara riportano che c'è una situazione di stallo, ma si è verificato nessun momento di tensione, anzi. "Abbiamo visto cittadini con grande dignità, le forze dell'ordine comportarsi con grande umanità, ma purtroppo i servizi sociali in grande difficoltà, perché non hanno soluzioni adeguate", ci racconta la fonte.

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Secondo la quale solo due assistenti sociali sarebbero sul posto per un numero molto maggiore di persone. "La cosa grave è che non ci sono soluzioni per le famiglie, ma i nuclei familiari vengono separati. Le mamma con i figli vengono prese in carico dai servizi sociali ma non i papà, a cui sta pensando la Caritas. Sappiamo persino di una donna incinta con un figlio di 11 mesi che è stata sì trasferita in un luogo dove possono prendersi cura di lei e del bambino, ma l'hanno separata dal compagno".

Sempre stando a quanto riferito dalla volontaria, "essendo una situazione in evoluzione da questa mattina sempre i servizi sociali hanno fatto aspettare al freddo per ore i bambini. Si sapeva da 15 giorni che oggi sarebbe avvenuto lo sgombero, eppure nessuno ha fatto nulla per evitare certi episodi. Intanto, nessuno della giunta si è presentato, il Comune se ne è lavato le mani".  Molti cittadini, lavoratori, famiglie, minori, si trovano oggi ospitati in soluzioni precarie, da parenti e associazioni, o addirittura costretti a dormire in auto.

Quanto sta succedendo a Ferrara potrebbe ben presto arrivare anche a Roma. I deputati e le deputate emiliani del PD, Vaccari, Bakkali, Malavasi, Guerra, Merola, Gnassi e De Maria, hanno infatti presentato proprio oggi un'interrogazione ai ministri dell'Interno, Matteo Piantedosi, e delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, sulla "grave situazione determinata dallo sgombero del cosiddetto grattacielo. È inaccettabile che il sindaco continui a definire questa vicenda una ‘questione privata', negando l'evidenza di un'emergenza abitativa e sociale. Ancora più grave è lo scontro istituzionale aperto con la Prefettura proprio nel momento in cui sarebbe stata necessaria la massima collaborazione". Secondo i parlamentari, "Ferrara non può essere teatro di uno dei più grandi sgomberi degli ultimi anni senza un piano serio di gestione dell'emergenza. Le persone non sono un problema da rimuovere, sono cittadini da tutelare, soprattutto i minori e le donne".

Con un comunicato diffuso in serata, il Comune ha fatto sapere che fino a domattina resteranno in presidio le forze dell’ordine per completare le operazioni tecniche di chiusura dell’immobile mediante cancelli. "L’intervento – si precisa in una nota – si è reso necessario a seguito di quanto emerso nel Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocato in Prefettura. In quella sede, l’amministratore condominiale ha comunicato il venir meno di un requisito fondamentale richiesto dai Vigili del Fuoco: la sorveglianza h24 dei vani contatori, prescritta dopo l’incendio che l’11 gennaio aveva interessato il vano contatore della torre B. Tale misura aveva finora consentito una forma di tolleranza temporanea, volta ad agevolare le famiglie e garantire loro il tempo necessario per organizzarsi. Nel corso dell’incontro in Prefettura, tuttavia, l’amministratore ha precisato che non sono stati assicurati ulteriori impegni economici da parte dei condomini per mantenere attivo il servizio di sorveglianza ai contatori, condizione ritenuta essenziale ai fini della sicurezza. Alla luce di questa situazione, il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha deciso all’unanimità di procedere, ritenendo che l’incolumità delle persone fosse esposta a un rischio concreto. Da parte di Asp la situazione era monitorata e organizzata da tempo, per intervenire nel caso di sussistenza di fragilità (minori, disabili, anziani). Il Comune, anche nella giornata odierna, è stato presente con gli operatori di Asp sotto al Grattacielo per mappare i nuclei fragili, in particolare quelli con minori, che non avevano ancora preso contatti con i servizi. Sono complessivamente 12 i nuclei familiari delle torri A e C che Asp ha collocato in soluzioni abitative temporanee; al loro interno si contano 25 minori e una coppia di anziani con problemi di salute. Come avviene in tutti i casi di fragilità sociale, gli alloggi sono assegnati in regime di compartecipazione tra Asp e le famiglie".

"Sapevamo che non sarebbe stata un’operazione semplice né indolore – ha detto il sindaco Alan Fabbri – ma ciò che più conta è che oggi si chiude uno stato di pericolo che gravava su molte persone. Negli anni si sono verificati diversi principi di incendio e la condizione di criticità si trascina dal 1993. Di fronte a un rischio acclarato, un amministratore ha il dovere di assumersi la responsabilità delle proprie scelte, anche quando sono difficili e impopolari. Nessuno è rimasto indietro: per chi ne aveva diritto, è stato attivato il percorso di assistenza previsto".

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