Il nuovo monitoraggio settimanale del ministero della Salute e dell’Istituto superiore di sanità sull’andamento dei contagi da Covid-19 fa emergere un aumento dei nuovi casi, ma con un indice Rt che resta al di sotto di 1. Nel documento si dice chiaramente che c’è un nuovo aumento dei casi, motivo per cui è “fondamentale mantenere misure di precauzione”. Il periodo preso in considerazione è quello che va dal 10 al 16 agosto: “Viene confermato un aumento nei nuovi casi segnalati in Italia per la terza settimana consecutiva con una incidenza cumulativa (dati flusso ISS) negli ultimi 14 giorni (periodo 03/8-16/8) di 9.65 per 100.000 abitanti, in aumento dal periodo 6/7-19/7 e simile ai livelli osservati all'inizio di giugno”. Per quanto riguarda la diffusione, si sottolinea nel report che la maggior parte dei casi “è stata contratta sul territorio nazionale, mentre risulta importato da stato estero il 28,3% dei nuovi casi diagnosticati nella settimana di monitoraggio”. I nuovi focolai in Italia nella settimana di monitoraggio sono 281.

Scende l'età media dei contagiati

Altro dato significativo è quello relativo all’età dei contagiati, scesa intorno ai 30 anni: “In Italia, come in Europa e globalmente, si è verificata una transizione epidemiologica dell'epidemia da Sars-CoV-2 con un forte abbassamento dell'età mediana della popolazione che contrae l'infezione. L'età mediana dei casi diagnosticati nell'ultima settimana è di 30 anni”. Nel rapporto si sottolinea ancora: “La circolazione avviene oggi con maggiore frequenza nelle fasce di età più giovani, in un contesto di avanzata riapertura delle attività commerciali (inclusi luoghi di aggregazione) e di aumentata mobilità”.

Il report Iss-ministero: nuovi casi meno gravi

I nuovi casi sono stati registrati in tutte le Regioni: “In tutte le Regioni e Province autonome anche in questa settimana di monitoraggio, sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione da SARS-CoV-2. Il 28,6% dei nuovi casi diagnosticati in Italia è stato identificato tramite attività di screening, mentre il 34% nell'ambito di attività di contact tracing. Quindi, il 63% dei nuovi casi sono stati diagnosticati con attività di screening e indagine dei casi con identificazione e monitoraggio dei contatti stretti”. La maggior parte dei nuovi casi risulta essere “meno grave e in maggioranza asintomatici”. “Si riscontra un cambiamento nelle dinamiche di trasmissione (con emergenza di casi e focolai associati ad attività ricreative sia sul territorio nazionale che all'estero) ed una minore gravità clinica dei casi diagnosticati che, nella maggior parte dei casi, sono asintomatici”.

Rezza: rt nazionale resta al di sotto di 1

Giovanni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute, assicura che l’indice Rt a livello nazionale “resta al di sotto di 1”, per la precisione a 0,83. I focolai registrati in tutte le Regioni sono per lo più dovuti a persone “che rientrano da Paesi ad alta incidenza o a casi importati”, spiega Rezza. L’allarme, però, riguarda l’età media dei contagiati che continua a scendere: prima era oltre i 60 anni e ora invece riguarda sempre più i giovani. Rezza conclude: “Bisogna continuare a mantenere delle misure precauzionali quali il distanziamento fisico, l'uso di mascherine e l'igiene personale. La sanità pubblica da parte sua deve intervenire, come sta facendo, per identificare immediatamente i focolai e circoscriverli”.