7 Agosto 2020
19:30

Il piano della Regione Umbria per rafforzare la sanità territoriale e non intasare gli ospedali

Dopo l’emergenza coronavirus, il sistema sanitario regionale mira a rafforzarsi. In Umbria è stato varato un ‘Piano per il potenziamento e la riorganizzazione della rete assistenziale territoriale’, in modo da evitare un carico eccessivo sugli ospedali. Quindi un programma che punta ad ampliare l’assistenza domiciliare, creando anche una nuova figura sanitaria: quella dell’infermiere di comunità.
A cura di Annalisa Girardi

La Regione Umbria ha varato un ‘Piano per il potenziamento e la riorganizzazione della rete assistenziale territoriale': per l'assessore alla Salute, Luca Coletto, si tratta di un "cambiamento epocale". Dopo l'emergenza coronavirus, il sistema sanitario regionale mira a rafforzarsi. Si parte dalle nuove assunzioni, in primis riguardanti gli infermieri, e dalla creazione in questo senso di una nuovo figura, cioè l'infermiere di comunità. D'altronde, nel piano di investimenti per il 2020, 12 milioni di euro sono dedicati all'assunzione di nuovo personale.

Si punta a incentivare l'assistenza sanitaria domiciliare per quei pazienti che non necessitano il ricovero in ospedale. In questo senso il Piano prevede anche il ricorso, ove possibile, alla telemedicina. Per questo obiettivo alle due Asl della Regione vengono assegnati oltre 4 milioni e mezzo di euro per le spese a favore del personale necessario e 5 milioni per sostenere il potenziamento dell'assistenza a casa. Una nuova figura che emerge è quella dell'infermiere di comunità, da porre tra il medico di medicina generale e le famiglie. A questo scopo verranno destinati quasi 5 milioni di euro per il 2020 e oltre 7 milioni per il 2021, dove si punta ad aumentare le assunzioni a tempo indeterminato.

"Maggiori risorse, con 500 milioni di euro da dividere fra tutte le Regioni, arriveranno per andare a supportare quello che è il maggior onore del personale medico e infermieristico per smaltire le liste di attesa", ha commentato Coletto presentando il Piano, ricordando "quanto ci ha detto il ministro Roberto Speranza comunicandolo ufficialmente alla Commissione Salute". Alla quale l'assessore aveva chiesto "un incremento dei finanziamenti perché senza risorse quelle che sono le liste di attesa accumulate non si riescono a smaltire perché si vanno a sovrapporre alle attuali".

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