Il paziente che ha causato il focolaio di Coronavirus a Vercelli partito da una discoteca avrebbe dovuto essere in quarantena. Si tratta, secondo quanto emerso, di un imprenditore dominicano che era rientrato da Santo Domingo su un aereo su cui viaggiava anche una persona risultata positiva al Covid-19. Scattata l’allerta, avrebbe dovuto restare in isolamento ma invece sarebbe uscito, frequentato amici, i due locali di sua proprietà, che poi il sindaco Andrea Corsaro ha deciso di chiudere. Ora i casi di Coronavirus stanno preoccupando l'intera Regione Piemonte.

Una task force per risalire a tutti i casi di positività

Il Sisp dell'Asl di Vercelli potrà contare sulla collaborazione di alcuni professionisti per risalire a tutti i casi di positività, al momento poco meno di quaranta, registrati dopo una serata in discoteca tra gli appartenenti alla comunità dominicana vercellese. La task-force è composta da due collaboratori di Fabrizio Faggiano, direttore del Servizio Osservatorio Epidemiologico dell'Asl Vercelli e professore ordinario dell'Università del Piemonte Orientale, e un biologo proveniente dall'Asl di Asti. È stata messa a disposizione la centrale operativa del "Dirmei", Dipartimento interaziendale malattie ed emergenze infettive, per supportare l'azienda sanitaria vercellese nel tracciamento degli ultimi contatti della persona trovata positiva al Covid-19. Sono un centinaio, ma potrebbero ancora crescere, le persone sotto indagine da parte del Sisp di cui si devono ricostruire gli ultimi contatti.

La provocazione del presidente della Commissione Sanità della Regione

Sulla vicenda è intervenuto in maniera provocatoria anche il presidente della Commissione Sanità della Regione Piemonte Alessandro Stecco (Lega): "Se i costi di personale impiegato, materiale e test venisse fatti pagare a chi favorisce il contagio, sarebbe un bel deterrente", così commentando appunto il focolaio di Covid scoppiato nel Vercellese. "Se qualcuno ha favorito la diffusione del contagio a quasi 40 persone, auspico vengano presi provvedimenti – ha aggiunto – e che Comune e Regione possano chiedere i danni. Servono controlli alle frontiere, anche sulle quarantene post viaggio in Paesi a rischio. Non si può lasciare alla buona o cattiva volontà del singolo evitare o meno comportamenti a rischio".