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9 Dicembre 2020
18:31

Il corpo trovato in Calabria è del comandante della Nuova Iside: Lo Iacono riconosciuto dai tatuaggi

Il corpo ritrovato in Calabria lo scorso giugno appartiene a Vito Lo Iacono, comandante del peschereccio Nuova Iside affondato a maggio al largo di San Vito lo Capo. Lo comunica l’avvocato che assiste la famiglia. Sul corpo del giovane erano stati individuati due tatuaggi, un timone e un cavalluccio, che i familiari hanno riconosciuto.
A cura di Susanna Picone
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Appartiene a Vito Lo Iacono, comandante del peschereccio Nuova Iside affondato il 13 maggio scorso nelle acque di San Vito Lo Capo (Trapani), il corpo ritrovato in Calabria, sul litorale del comune di San Ferdinando, lo scorso giugno. Ora è ufficiale. A darne notizia l'avvocato Aldo Ruffino che assiste la famiglia del pescatore. Sul corpo del comandante Lo Iacono sono stati trovati due piccoli tatuaggi, raffiguranti un timone e un cavalluccio marino, e che i familiari della vittima hanno riconosciuto. Insieme all'esame del dna i tatuaggi confermano che si tratta proprio del comandante della Nuova Iside affondato a maggio. Il naufragio costò la vita anche ad altri due uomini, due componenti della famiglia Lo Iacono, Matteo e Giuseppe, padre e cugino di Vito.

Il cadavere trovato a giugno, ora la conferma dell'identità – Nelle scorse settimane la procura aveva disposto il prelievo di alcuni campioni di Dna sui familiari del giovane marinaio per effettuare una comparazione. Oggi finalmente è arrivato il responso. Il pubblico ministero della procura di Patti, competente per territorio, ha disposto di comunicare "che dopo gli accertamenti condotti dai professori Francesco Introna e Pietro Tarzia e dalla dottoressa Alesia Leggio, il cadavere ritrovato lo scorso 11 giugno del 2020 apparteneva in vita a Vito Lo Iacono nato a Partinico, il 20 febbraio del 1994 e scomparso il 15 maggio del 2020”. In un primo momento dopo il ritrovamento del cadavere in Calabria gli inquirenti avevano ipotizzato potesse trattarsi di un giovane della provincia di Vibo Valentia, vittima di lupara bianca nel 2018.

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