In Italia i corsi di inglese diventano low cost grazie al “boom” di arabo, russo e cinese

A cura di D. F.
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In aumento le iscrizioni ai corsi di lingua araba, russa e cinese: c’è chi li frequenta per lavoro chi per amore, e chi – nato in Italia – per non perdere un legame con la terra d’origine dei genitori.

C'è chi lo fa per lavoro e chi per amore. Chi per curiosità e chi per amicizia. Quello che è certo è che negli ultimi anni si è registrato un vero e proprio boom di persone che hanno iniziato a studiare altre lingue straniere oltre all'inglese canonico. Largo dunque al russo e al cinese, ma anche all'arabo. I motivi sono i più disparati, ma la multiculturalità ha evidentemente portato con sé nuove necessità comunicative. Se hai una fidanzata araba studi l'arabo. Se per lavoro vai spesso in Cina il cinese. A confermarlo a Repubblica è il Sant George Institute di Roma: "Negli ultimi anni abbiamo registrato un aumento del 40 per cento di iscritti ai corsi di arabo, cinese e russo. La Cina è sempre più forte economicamente ma molti manager arrivano da noi disperati perché i cinesi non parlano inglese e lavorare con loro è impossibile". Rossanna Fulchini, responsabile della scuola Alce di Bologna, spiega: "Quasi sempre è il business a spingere gli italiani verso queste lingue. Chi studia il mandarino o il russo lo fa perché è in qualche modo coinvolto in attività di import-export, ma ci sono anche molti medici che vanno a lavorare in ospedali all'estero".

Dati alla mano, l'Istituto di Lingua Russa a Roma racconta: "Le iscrizioni sono salite del 20 per cento e se prima gli studenti si avvicinavano per interesse culturale, adesso lo fanno per completare la loro formazione universitaria con soggiorni studio all'estero". Diversa la fotografia dell'Associazione Italia-Russia di Milano: "L'età dello studente-tipo è tra i 25 e i 40 anni, il motivo è professionale e la crescita d'iscrizioni nell'ultimo anno è stata del 49 per cento". Ma il boom riguarda anche la lingua araba, così dall'Istituto per l'Oriente Carlo Alfonso Nallino di Roma spiegano: "La metà sono universitari che vogliono conoscere l'arabo per arricchire la propria formazione; l'altra metà ne hanno bisogno per professione o perché sono nati in Italia ma non vogliono perdere contatti con i parenti nel Paese di origine". Così – visto l'espandersi delle altre lingue – le scuole di inglese abbattono i prezzi e offrono corsi low cost.

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