Manca poco alla fine del 2019. È infatti partito il conto alla rovescia per l'arrivo dell'anno nuovo ed è tempo di bilanci. Tanti sono gli eventi che hanno segnato gli ultimi 365 giorni in Italia: dalla morte di Nadia Toffa alla sparatoria di Trieste, in cui sono rimasti uccisi i due agenti di polizia Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, dalla sentenza della prima corte d'appello di Roma sulla morte di Stefano Cucchi, con la condanna a 12 anni di carcere dei carabinieri Di Bernardo e D'Alessandro per omicidio preterintenzionale, fino al movimento FridaysForFuture, ispirato all'attivista svedese Greta Thumberg, che ha fatto scendere in piazza contro i cambiamenti climatici centinaia di migliaia di studenti da un angolo all'altro della Penisola. Ecco allora i 7 fatti che hanno segnato più di altri il 2019, con tanto di video e di immagini.

Caso Cucchi, condannati due carabinieri per la morte di Stefano

Tra i fatti più rilevanti del 2019 c'è la sentenza della prima corte d'Appello di Roma sul caso Stefano Cucchi. A 10 anni esatti dalla morte del ragioniere romano, i giudici riuniti nell'aula bunker del carcere di Rebibbia lo scorso 14 novembre hanno condannato a 12 anni di reclusione i carabinieri Alessio di Bernardo e Raffaele D'Alessandro per omicidio preterintenzionale, assolvendo il collega Francesco Tedesco: furono loro a picchiare il 31enne la sera dell'8 ottobre 2009 dopo che il ragazzo fu fermato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, a una settimana dal decesso. "Finalmente Stefano ora può riposare in pace", è stato il commento della famiglia. Ma non sono mancate le polemiche, una delle quali culminata con una querela per diffamazione presentata da Ilaria Cucchi nei confronti di Matteo Salvini. Il leader della Lega, rispondendo ai microfoni di Fanpage.it dopo aver ricevuto la notizia della sentenza della corte, aveva detto: "Questo dimostra che la droga fa male". "Stefano non è morto di droga – ha risposto la sorella Ilaria -. Contro questi personaggi ci siamo dovuti battere per anni. Lo devo a mia madre che, pur estremamente sofferente, ha trascorso tutta la giornata del 14 novembre scorso in attesa di una sentenza che ci rendesse giustizia. Lo devo a mio padre la cui fiducia nello Stato ha fatto sì che compisse il sacrificio più pesante che si potesse chiedergli: denunciare il proprio figlio, da morto e dopo averlo visto in queste terribili condizioni, per la sostanza stupefacente trovata a casa sua".

Sparatoria alla Questura di Trieste, uccisi due agenti di polizia

 

Il 4 ottobre 2019 due agenti di polizia vengono uccisi nel corso di una sparatoria tra le mura della Questura di Trieste, dove erano in servizio. I testimoni hanno parlato di scene da far west, dopo aver udito spari sia all'interno che all'esterno della struttura. Le vittime sono l'agente scelto Pierluigi Rotta, di Pozzuoli, in provincia di Napoli, e l'agente Matteo Demenego, di Velletri, rispettivamente di 34 e 31 anni. Ad esplodere i colpi fatali è stato Augusto Stephan Meran, 29enne dominicano, che si trovava lì insieme al fratello, Carlysle Stephan Meran, dopo essere stato fermato qualche ora prima per un tentativo di furto. Il ragazzo, come hanno testimoniato le immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza, ha prima sottratto ai poliziotti le rispettive pistole d'ordinanza e poi ha aperto il fuoco. Il Questore di Trieste, Giuseppe Petronzi, descriverà quelle scene come "fasi estremamente concitate e al tempo stesso drammatiche". Fermato, le accuse a carico del killer sono di omicidio plurimo e tentato omicidio. Un altro agente, l'assistente capo coordinatore Cristiano Resmini, è rimasto ferito. La vicenda ha commosso l'Italia intera, e in particolare la città di Trieste: "Vi diciamo grazie e vi ricorderemo come i nostri angeli", ha detto il vescovo Crepaldi durante i funerali di Stato. Non sono mancate le polemiche, come quella tra il fratello di Demenego e Chef Rubio, poi conclusasi con le scuse pubbliche del noto personaggio tv.

Delitto Pomarelli, Elisa strozzata da Massimo Sebastiani a Piacenza

Tra i casi di cronaca nera del 2019 merita una menzione particolare l'omicidio di Elisa Pomarelli, la 28enne di Piacenza scomparsa il 25 agosto e trovata cadavere dopo una decina di giorni di ricerche no stop nei boschi della zona di Costa di Sariano. A risolvere il mistero è stato il suo aguzzino, Massimo Sebastiani. I due erano stati visti insieme l'ultima volta il giorno della sparizione della ragazza, mentre erano a pranzo in un’osteria tra i vigneti del Gutturnio. Stando alle sue dichiarazioni, in preda ad un raptus di gelosia, l'ha strangolata e ne ha seppellito il corpo sotto un bel po' di fogliame e dietro la casa di Silvio Perazzi, il padre della sua ex fidanzata. Secondo gli inquirenti, Elisa, omosessuale, non corrispondeva l'interesse che il 48enne nutriva per lei e per questo è stata uccisa. "Per un attimo ho visto tutto buio… L’ho afferrata con entrambe le mani per il collo …. È caduta a terra e ho capito che era morta", ha confessato davanti al giudice di Piacenza Luca Milani nel corso di un lungo interrogatorio. Ma perché l’ha fatto? "Elisa mi aveva detto che non c’era più bisogno di vedersi spesso. Era molto seria", ha confessato Sebastiani.

Il caso Bibbiano e dei bambini in affido

 

Un caso di cronaca, che è diventato anche politico: si tratta dello scandalo scoppiato a Bibbiano, comune della Val d'Enza, in provincia di Reggio Emilia, sui presunti affidi di bambini, strappati alle famiglie biologiche, per essere consegnati ad altre ritenute più idonee. In seguito all'inchiesta ribattezzata "Angeli e Demoni", ben 16 persone sono finite sotto indagine lo scorso 27 giugno, tra cui il sindaco del paese emiliano, Andrea Carletti, del Partito democratico. Secondo l'accusa, il meccanismo andava avanti da anni e oltre ai 16 interessati dalle misure restrittive, sarebbero state decine le persone coinvolte a vario titolo nella vicenda e quindi iscritti nel registro degli indagati della Procura reggiana. Si tratta di amministratori comunali, avvocati, dirigenti  e operatori socio sanitari. Tutti avrebbero partecipato a mettere in piedi il sistema di false relazioni che serviva per collocare in affido retribuito i piccoli ma anche a sottoporli ad un programma psicoterapeutico sovvenzionato da fondi pubblici. Nello specifico, Carletti era accusato di falso e abuso di ufficio per aver affidato senza gara degli spazi pubblici all'associazione "Hansel e Gretel” di Claudio Foti, che si occupava della psicoterapia dei bambini. Solo a fine novembre a Carletti è stato revocato l'obbligo di dimora ed è stata concessa la possibilità di tornare ad esercitare il ruolo di sindaco, mettendo fine alla querelle arrivata fino in Parlamento e nelle piazze italiane con l'espressione ormai diventata famosa "Parlateci di Bibbiano".

Morte Nadia Toffa, la iena sconfitta dal cancro a 40 anni

 

Tra gli eventi che più hanno segnato la cronaca del 2019 c'è senza dubbio la morte di Nadia Toffa. La conduttrice del programma tv "Le Iene" è deceduta il 16 agosto, stroncata a 40 anni da un tumore al cervello che aveva scoperto solo qualche mese prima. Tutta Italia ha partecipato commossa alle sue esequie, in particolare la città di Taranto, dove la giornalista si era recata spesso per i suoi servizi e aveva sostenuto i malati di cancro, soprattutto bambini, della cittadina pugliese, che ha anche intitolato a lei il reparto di oncologia pediatrica dell'ospedale Santissima Annunziata. Nell'ultimo video registrato, e andato in onda a ottobre nel corso di una puntata speciale de "le Iene", ha detto: "Non è il quanto vivi, ma come vivi. Quando muore una persona, trovo stupida la domanda: quanti anni aveva? Non contano gli anni, ma se hai vissuto intensamente. Io sto facendo il possibile per ritardare la mia morte, tutte le cure possibili. Il problema è che continua a tornare questo tumore. Vedremo quanto tempo avrò ancora, ma non credo molto".

La storia di Manuel Bortuzzo, colpito da un proiettile vagante a Roma

 

Alla sua storia si è appassionata tutta l'Italia. Manuel Bortuzzo, 19enne promessa del nuoto, di origine veneta, è stato colpito da un proiettile vagante nel mese di febbraio in piazza Eschilo a Roma. Uno sparo che gli ha letteralmente cambiato la vita. Dopo aver superato la fase critica, in cui era a metà tra la vita e la morte, è sopravvissuto ed è finito paralizzato. Ha ricevuto il sostegno dei grandi della sua disciplina, da Federica Pellegrini a Filippo Magnini. Lo scorso 9 ottobre è arrivata la sentenza di condanna per gli aggressori, che il ragazzo ha commentato così: "La sentenza non cambia le cose: non mi restituirà certamente le gambe. In questo momento penso esclusivamente a riprendermi, consapevole che la giustizia debba fare il suo corso. Non mi importa sapere se chi mi ha fatto del male sia punito con 16 o 20 anni di prigione. Il mio sogno è tornare a camminare; mi sto impegnando ogni giorno per realizzarlo". Poi a inizio novembre ha presentato il suo libro "Rinascere", edito da Rizzoli. Ai microfoni di Fanpage.it Bortuzzo ha raccontato alcuni passaggi della sua biografia e quali sono i suoi progetti per il futuro: "Torno ad allenarmi".

Il FridaysForFuture sbanca in Italia: migliaia di studenti in piazza per il clima

 

Non è un vero e proprio avvenimento, ma il successo di un movimento che è riuscito a portare in piazza centinaia di migliaia di studenti da un angolo all'altro d'Italia per manifestare contro i cambiamenti climatici. Stiamo parlando del FridaysForFuture, lanciato in tutto il mondo dall'attivista svedese Greta Thumberg. Nel corso del 2019 ci sono stati quattro scioperi globali per il clima, che hanno ottenuto anche il sostegno del Miur per poter permettere ai ragazzi di scendere in piazza senza preoccuparsi di fare assenza a scuola. Dopo quelli del 15 marzo, del 24 maggio e la settimana del 20-27 settembre, l'ultima protesta si è avuta il 28 novembre ed è stata un nuovo successo, grazie alla partecipazione di quasi un milione di persone in tutta la Penisola.