Il leader della Lega, Matteo Salvini, non si scusa con la famiglia Cucchi neanche dopo la sentenza che ha condannato due carabinieri per omicidio preterintenzionale per la morte di Stefano Cucchi. A Bologna il leader leghista ha uno scambio di battute con il cronista di Fanpage.it sulla morte di Stefano Cucchi e risponde sostenendo, in sintesi, di non avere nulla per cui scusarsi, in riferimento alle sue frasi del passato sul caso. Non solo, perché il leader leghista afferma anche: “Sono vicinissimo alla famiglia, la sorella l’ho invitata al Viminale. Se qualcuno ha usato violenza ha sbagliato e pagherà. Questo testimonia che la droga fa male, sempre e comunque. E io combatto la droga in ogni piazza”.

Salvini parte negando di dovere delle scuse a Ilaria Cucchi, sorella di Stefano. “Perché? Io ho ucciso qualcuno?”. La sorella aveva chiesto delle scuse. Ma l’ex ministro dell’Interno replica: “Io ho invitato la sorella al Viminale. In Italia chi sbaglia paga. Punto. Però non posso chiedere scusa per eventuali errori altrui”. Ancora, il leader leghista risponde al cronista che gli ricorda di aver affermato che a suo parere i carabinieri non si divertivano a pestare gente: “Se qualcuno l’ha fatto – risponde – ha sbagliato e pagherà”.

Salvini: questo testimonia che la droga fa male

Tornando sulle scuse, Salvini non risponde: “Devo chiedere scusa anche per il buco nell’ozono? Io ripeto tutto quello che ho detto”. E poi sottolinea: “Sono vicinissimo alla famiglia, la sorella l’ho invitata al Viminale. Se qualcuno ha usato violenza ha sbagliato e pagherà. Questo testimonia che la droga fa male, sempre e comunque. E io combatto la droga in ogni piazza”. Ma la sentenza di oggi certifica che a uccidere Stefano Cucchi siano state le botte e non la droga: “Condanno e sono vicino. Per quello che mi riguarda, da senatore e da papà combatterò la droga in ogni angolo d’Italia. Ma questo almeno lo posso dire? Posso dire che sono contro ogni genere di ogni spaccio di droga?”.

Salvini e l'invito a incontrare Ilaria Cucchi

Il leader leghista, evidentemente infastidito, replica ancora alla domanda su quale sia la motivazione per cui mette in relazione la morte di Cucchi con la droga: “Ha sentito cosa ho risposto? Si vede che sono io a non spiegarmi. Lo faccio lentamente: se qualcuno ha sbagliato paga. In divisa o non in divisa. La sorella l’avrei incontrata e la incontrerei volentieri. Punto. Sono contro lo spaccio di droga sempre e comunque. Punto. Posso dirlo o le dà fastidio?”.