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Opinioni
Caso Bibbiano, news sull'inchiesta Angeli e Demoni
4 Dicembre 2019
09:42

Parlateci di Bibbiano, adesso

E ora che il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, è stato rimesso in libertà dalla Cassazione, che ha ritenuto eccessivo il suo arresto, forse è arrivato il momento di tirare le fila sul caso giudiziario dell’estate. Che per ora, in attesa del processo, sembra una gigantesca bolla mediatico-giudiziaria, in cui non ci sono né demoni, né sistemi, né anomalie. Se non quella della politica che ha cavalcato lo scandalo.
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Parlateci di Bibbiano, adesso.

Parlateci, Salvini, Di Maio, Di Battista, Meloni, Giovanardi e Borgonzoni.

Parlateci degli angeli e dei demoni, del sistema per strappare i figli dalle loro famiglie, parlateci delle istituzioni corrotte, disposti a traumatizzare per la vita dei bambini per poche migliaia di euro, parlateci degli elettroshock e dei sexy shop, dell’ideologia gender e del welfare marcio dell’Emilia – Romagna.

Parlateci del sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, cui è stata tolta la libertà sei mesi fa, prima con gli arresti domiciliari e poi con l’obbligo di dimora. Ieri la Corte di Cassazione ha detto che non ne sussistevano le ragioni, che la misura era come minimo sproporzionata. Carletti era accusato di falso e abuso di ufficio per aver affidato senza gara degli spazi pubblici all'associazione "Hansel e Gretel” di Claudio Foti, che si occupava della psicoterapia dei bambini.

Parlateci pure di Claudio Foti, il demone che guadagna togliendo i bambini alle famiglie, l’abusologo che vede violenza ovunque, anche dove non c’è. Incarcerato all’inizio dell’inchiesta, Foti è stato rimesso in libertà dopo che il suo avvocato Andrea Coffari ha consegnato al Tribunale della libertà 20 ore di sedute videoregistrate, che evidentemente non sono state considerate né suggestive, né brutali, né tese a costruire ricordi artefatti nei bambini.

Parlateci pure di queste sedute, su cui si è detto di tutto. Che c’erano di mezzo elettroshock, ad esempio, quando invece si trattava della Neurotek, uno strumento ad impulsi elettrici che i minori dovevano tenere fra le mani durante le sedute di psicoterapia, che non provoca alcuna scarica, poco diffuso in Italia, ma molto usato negli Stati Uniti d’America.

Parlateci delle famiglie affidatarie, messe alla gogna perché omosessuali, o perché titolari di un negozio di biancheria intima, che nelle prime ricostruzioni mediatiche diventa un sexy shop, per scandalizzare meglio l’opinione pubblica.

Parlateci del “sistema Bibbiano”, quello che il tribunale dei minori, lo scorso 9 ottobre, ha definito privo della benché minima anomalia. Avete capito bene: su cento fascicoli esaminati gli inquirenti non hanno trovato nulla da eccepire: settanta bambini sono rimasti con le loro famiglie, trenta dati in affido esplorativo e solo in quindici casi il giudice ha deciso per la richiesta di allontanamento. Parliamo dei veri numeri dei bambini in affido nella Val d’Enza: dai 1900 bambini presi in carico secondo le prime ricostruzioni giornalistiche, si è passati ai 60 bambini effettivamente in affido, dodici dei quali nel comune di Bibbiano. Numeri che non sono anomali, né a Bibibano, né in Val d’Enza, né in Provincia di Reggio Emilia.

Già che ci siete, parlateci pure dei quattro bambini che, secondo i media, sono tornati a casa. Quella di un bambino di cinque anni il cui padre alcolizzato avrebbe picchiato la moglie tra le mura di casa, tutto davanti ai suoi occhi. Che non è tornato a casa perché tutto falso, ma perché nel frattempo il padre aveva seguito un percorso di riabilitazione. Quello di un bambino allontanato da casa dopo la separazione dei suoi genitori, tornato a casa con un provvedimento del Tribuna ordinario di Reggio Emilia dell’inizio del mese di giugno, prima dell’esplosione dell’inchiesta Angeli o Demoni. O degli altri due bambini, che non sono tornati a casa, ma che sono stati affidati ad altre famiglie, poiché le accuse di maltrattamenti erano fondati.

Parlateci, insomma. Ma permetteteci di parlare un po' anche di voi.
Di Matteo Salvini e di Lucia Borgognoni che hanno cavalcato un’indagine in corso, strumentalizzando i bambini per vincere le prossime elezioni regionali dell’Emilia-Romagna.
Di Luigi Di Maio, che aveva parlato del Pd come del partito di Bibbiano, e adesso ci si è pure alleato.
Di Alessandro Di Battista, che su Bibbiano ci doveva scrivere un libro e ora se n’è andato in Iran.
Di Carlo Giovanardi, che era partito in quarta dicendo che il sistema degli affidi fosse tutto da rivedere.
Di Giorgia Meloni, secondo cui la Regione stava insabbiando il caso.

Parlateci di Bibbiano, adesso che si chiuderanno le indagini e inizierà il processo. Perché non vorremmo che per l’ennesima volta i titoli a nove colonne fossero solo per gli indagati, e per le roboanti dichiarazioni di chi cavalca gli scandali. Parliamone, perché ci piacerebbe sapere chi e come ha alimentato questa enorme bolla mediatico-giudiziaria, e perché.

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Francesco Cancellato è direttore responsabile del giornale online Fanpage.it. Dal dicembre 2014 al settembre 2019 è stato direttore del quotidiano online Linkiesta.it. È autore di “Fattore G. Perché i tedeschi hanno ragione” (UBE, 2016), “Né sfruttati né bamboccioni. Risolvere la questione generazionale per salvare l’Italia” (Egea, 2018) e “Il Muro. 15 storie dalla fine della guerra fredda” (Egea, 2019)
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