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Caso Bibbiano, news sull'inchiesta Angeli e Demoni

Assolto dal caso Bibbiano, lo psicologo Claudio Foti: “Il lavoro distrutto, mi sono sentito perseguitato”

Lo psicoterapeuta Claudio Foti, al centro del “caso Bibbiano”, ha raccontato gli attimi dopo l’assoluzione e la conferma della sentenza arrivata anche dalla Corte di Cassazione. “Razionalmente lo sapevo, ma quando c’è una gogna pubblica ti senti un perseguitato”.
A cura di Gabriella Mazzeo
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Claudio Foti (Twitter)
Claudio Foti (Twitter)
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È stato assolto in Appello Claudio Foti, psicoterapeuta al centro del "caso Bibbiano" sui presunti affidi di minori illeciti. La Corte di Cassazione ha ribadito la sua decisione, dichiarando inammissibili i ricorsi e confermando l'irrevocabilità della sentenza di assoluzione in Appello dal reato di abuso d'ufficio per non aver commesso il fatto e da quello di lesioni gravi poiché "il fatto non sussiste".

"Razionalmente sapevo che sarei stato assolto ha raccontato lo psicoterapeuta in un'intervista al Corriere della Sera – perché le accuse erano totalmente infondate e deformanti rispetto al mio lavoro di 40 anni. Ho dedicato la vita all'ascolto della sofferenza dei bambini e degli adulti. L'accusa di aver fatto del male a una ragazza era fuori dalla realtà. Quando però c'è una persecuzione politica e mediatica di quel tipo non puoi che essere preoccupato. L'assoluzione è stato un momento di sollievo e felicità".

Sulle altre 17 persone ancora a processo con rito ordinario per il caso degli affidi illeciti (con la maggioranza dei minori affidati tornati alle famiglie d'origine), Foti ha specificato di "non voler entrare nel merito delle udienze ancora in corso". "Una cosa la so – ha però aggiunto -. Sono state coinvolte persone che hanno dato tutto per il lavoro di prevenzione e contrasto alla violenza sui minori, sono sincere e attaccate al lavoro, efficienti e sensibili. Godevano della fiducia anche del tribunale dei minori. Sono convinto che questo verrà fuori, mi auguro che la qualità personale e professionale di tutte loro".

"Questi anni sulla mia vita hanno avuto un enorme impatto, hanno distrutto la mia immagine professionale, il 95% del mio lavoro è venuto meno, a partire dall'attività di formazione che ho sempre svolto in Italia. Il centro studi Hänsel e Gretel è rimasto senza richieste e, dunque, si è sciolto". Sul piano personale, ha continuato Foti, è stata ugualmente difficile. "Sono diventata una delle persone più infangate e deturpate sul piano mediatico degli ultimi anni. Su di me se ne sono dette tantissime: che inseguivo i bambini per spaventarli e persino che facevo l'elettroshock".

"Dopo l'arresto ho avuto in testa Enzo Tortora. Lo stress dell'ingiustizia giudiziaria è una delle forme più logoranti. specie se coltivato insieme al risentimento e sfiducia nel poter ricevere una riparazione. Mi ha salvato la mia autostima, i miei valori e la rappresentazione che ho sempre conservato di me stesso. Per certi periodi non ho letto più il giornale".

Secondo Foti, nel mondo dei servizi sociali e delle famiglie affidatarie vi è stato un "trauma collettivo" causato dalla vicenda Bibbiano. "Gli operatori della tutela vengono guardati da una parte dell'opinione pubblica con diffidenza, come fossero demoni. Anche le famiglie affidatarie vengono guardate con sospetto e la disponibilità a diventarlo è diminuita molto, anche a Reggio Emilia".

"Ci tengo al risarcimento culturale – ha continuato Foti – e ripartirò con la capacità di tenere a bada la rabbia. Spero che possano contare in questo senso anche i tre libri che ho scritto in questi cinque anni: il primo uscirà a maggio".

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