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26 Luglio 2021
21:53

Grafica Veneta, l’azienda che non trovava operai ora è sotto inchiesta per sfruttamento del lavoro

Tre anni fa Grafica Veneta, attraverso il suo numero uno Fabio Franceschi, attaccava i giovani “colpevoli” di rinunciare alle offerte di lavoro della sua azienda per via dei turni. Oggi la nota azienda del campo editoriale deve fare i conti con l’arresto di due suoi manager, ai domiciliari con l’accusa di sfruttamento del lavoro.
A cura di Susanna Picone
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Un’azienda di prestigio nel campo editoriale, la Grafica Veneta Spa di Trebaseleghe (Padova), famosa per la stampa di best seller come la saga di Harry Potter o la biografia di Obama, si è ritrovata coinvolta in una inchiesta che ha portato a 11 arresti tra cui l’amministratore delegato e il direttore dell'area tecnica dell’azienda padovana, Giorgio Bertan e Giampaolo Pinton. Secondo la procura i due dirigenti erano a conoscenza della situazione di illegalità e dei metodi violenti usati per soggiogare e intimidire lavoratori – l'Arma ha accertato che gli operai venivano assunti con regolari contratti ma lavoravano anche fino a 12 ore al giorno, senza pause, ferie, né tutele – e avrebbero cercato di eludere i controlli di sicurezza.

L’indagine, che era partita dopo il ritrovamento di un operaio pakistano con le mani legate dietro la schiena e altri connazionali finiti in ospedale – si è concretizzata in un blitz nelle prime ore di oggi con l'esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare in carcere ad altrettanti pakistani, accusati di lesioni, rapina, sequestro di persona, estorsione e sfruttamento del lavoro, e agli arresti domiciliari per sfruttamento del lavoro nei confronti dei due dirigenti di Grafica Veneta.

E Grafica Veneta è un’azienda che già qualche anno fa aveva fatto parlare di sé e di lavoro, sostenendo però di non riuscire a trovare dipendenti nonostante le buone condizioni che offrivano. Nel 2018 si “lamentava” direttamente il patron dell’azienda, Fabio Franceschi, raccontando appunto la grande difficoltà nel trovare operai: “La situazione è particolarmente critica nella fascia d’età dei ragazzi giovani: qualche ragazzotto che dà la disponibilità c’è ma poco dopo rinunciano per via dei turni. ‘Troppo pesante con i turni’, dicono. Su cinque assunti uno solo è un ventenne, gli altri sono trenta-quarantenni”, raccontava ai giornali.

Intanto, dopo il blitz di questa mattina, il presidente di Grafica Veneta ha voluto esprimere in una nota “la solidarietà ai collaboratori citati in questa vicenda”. Ha quindi sottolineato che la sua azienda "era del tutto all'oscuro di quanto sembrerebbe emergere dall'inchiesta, e del resto l'oggetto della contestazione ai suoi funzionari riguarda solo ed esclusivamente un asserito ostacolo all'indagine, ostacolo che non è mai stato posto dalla società, che intende invece collaborare con le forze dell'ordine e la magistratura per il ripristino della legalità in primis e quindi della verità". Franceschi ha ribadito anche che "Grafica Veneta ha sempre onorato con puntualità agli accordi economici con tutti i propri fornitori e così anche con gli appaltatori, mettendoli in grado a loro volta di onorare gli impegni che questi hanno con le loro maestranze, e di questo ne ha sempre fatto un vanto".

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