Grado, va in mare nonostante la bandiera rossa e muore cercando di salvare la figlia affetta da disabilità

Doveva essere una vacanza all'insegna del relax e della famiglia ma in breve tempo si è trasformata in una tragedia. Un padre di 77 anni è morto in mare nel tentativo di salvare la figlia disabile di 28 anni. È successo a Grado (Gorizia) il 26 luglio intorno alle ore 16.
Roberto Marin, presidente della Grado Impianti Turistici, ha dato la notizia con un post su Facebook: "Nonostante il pronto intervento dei nostri uomini del salvataggio abbiamo perso una vita umana, un nostro ospite della spiaggia, pur salvando la figlia".
Raggiunto da Fanpage.it, il team di Git ha preferito non tornare sulla vicenda, limitandosi al comunicato rilasciato nelle ore successive alla tragedia.
Il bagno in mare nonostante la bandiera rossa
Il 77enne austriaco si trovava a Grado in vacanza con la famiglia. Secondo le ricostruzioni della società che gestisce la spiaggia, l'uomo sarebbe entrato in acqua nonostante le condizioni meteo avverse segnalata dalla bandiera rossa. L'anziano non era solo: in mare con lui c'era anche la figlia 28enne affetta da sindrome di down e gli altri familiari, tra cui le altre figlie e i nipoti, per un totale di sei persone.
Il mare mosso però ha creato subito difficoltà, soprattutto alla 28enne, tanto da allarmare i bagnini dello stabilimento. Uno di questi, Dave Zuliani, ha notato che l'anziano con la figlia si era allontanato fino a 70-80 metri dalla battigia, e li ha quindi raggiunti con il pattino. Poco dopo è stato raggiunto a nuoto dal responsabile del salvamento Michele Tria.
I due sono riusciti a recuperare la figlia, la quale presentava già sintomi da annegamento. Tria è rimasto in acqua per trarre in salvo anche l'anziano, ma pur riuscendo a portarlo a riva, per lui non c'era niente da fare. Sono state effettuate le manovre di emergenza in attesa dei soccorritori del 118, chiamati dalla Sala operativa regionale emergenza sanitaria, ma il 77enne è deceduto.
La 28enne invece è stata trasferita in ambulanza all'ospedale di Monfalcone.
Lo stabilimento: "Giornata drammatica"
Sulla vicenda è intervenuto il presidente della società Git, Roberto Marin: "Il Consiglio di Amministrazione e tutti i nostri collaboratori si stringono con un abbraccio alla moglie, alle figlie, al genero e ai nipoti presenti in quella drammatica circostanza".
E aggiunge: "Assieme al riconoscimento dell’abnegazione del personale di salvataggio GIT e dei soccorritori del 118, sento il dovere di raccomandare ora e sempre prudenza quando i segnali di pericolo di balneazione indicano chiaramente un alto livello. Prudenza significa evitare di entrare in acqua o allontanarsi dalla riva per la propria incolumità e non mettere a rischio anche il personale addetto al salvataggio".