Furto da 500mila euro in gioielleria ad Asti, c’è la svolta: presa la banda del buco nella parete

Sono stati individuati dopo mesi i responsabili del furto da 500mila euro in una gioielleria di Asti nell’agosto 2025. Decisive sono state le telecamere di videosorveglianza e i transiti ai caselli. I due, con precedenti, avevano creato un buco nel muro da un locale vicino.
A cura di Biagio Chiariello
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A distanza di mesi dal colpo, arrivano i primi provvedimenti per il furto da circa 500mila euro messo a segno nell’agosto 2025 in una gioielleria del centro di Asti. La Polizia di Stato, al termine di un’indagine coordinata dalla Procura, ha individuato i presunti responsabili: due uomini con precedenti per reati contro il patrimonio. Per loro sono scattate misure cautelari, tra arresti domiciliari e obbligo di dimora con presentazione quotidiana alla polizia giudiziaria.

Il furto è stato ricostruito nei dettagli dagli investigatori della Squadra Mobile. Proprio come capitato in tempi più recenti a Napoli, non si è trattato di un’azione improvvisata: nei giorni precedenti i due avrebbero effettuato diversi sopralluoghi per osservare le abitudini dei titolari, monitorare i movimenti nella zona e studiare le possibili vie di fuga. Un lavoro preparatorio che si è concentrato anche su un locale commerciale in disuso adiacente alla gioielleria, utilizzato come punto di accesso.

Proprio da lì sarebbe stato realizzato un foro nel muro confinante, poi sfruttato il giorno del colpo per entrare all’interno del negozio senza attirare l’attenzione. Una volta dentro, i ladri avrebbero agito rapidamente, portando via gioielli e preziosi per un valore stimato intorno al mezzo milione di euro.

Determinante, per risalire ai sospettati, è stata l'articolare attività investigativa. Gli agenti hanno analizzato le immagini delle telecamere cittadine e di esercizi privati, incrociandole con i dati dei controlli sul territorio effettuati in quei giorni. A fare la differenza sono stati anche i transiti ai caselli autostradali, che hanno consentito di tracciare gli spostamenti dei due sia durante i sopralluoghi sia nelle fasi successive al furto.

Gli elementi raccolti hanno inoltre evidenziato analogie con altri episodi simili, riconducibili allo stesso modus operandi. Sulla base di questo quadro, l’autorità giudiziaria ha disposto le misure cautelari nei confronti degli indagati.

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