Francesca sopravvissuta al rogo di Crans-Montana, festa a sorpresa in ospedale per i suoi 17 anni: il video

Francesca, sopravvissuta al tragico incendio di Capodanno di Crans-Montana, è una dei tre pazienti ancora ricoverati a Milano. Nel rogo è rimasta gravemente ferita e da mesi si trova al Centro Ustioni dell'ospedale Niguarda.
Ieri, domenica 14 giugno, i compagni di scuola del liceo Virgilio, gli amici dell'oratorio dove faceva volontariato e altri giovani feriti già dimessi l'hanno resa protagonista di una sorpresa speciale. La ragazza ha compiuto 17 anni e per lei è stata organizzata una festa improvvisata al Centro Ustioni dell'ospedale Niguarda.
I suoi amici sono arrivati con cartelli e striscioni e le hanno portato anche diversi regali: braccialetti, un paio di pantaloni e un paio di scarpe da ginnastica. Sono anche riusciti a salire nella sua stanza a piccoli gruppetti.
Per lei anche una torta fatta dalla nonna con la sua foto con il casco da sci, una delle sue passioni. Insieme a Francesca al Centro Ustioni ci sono anche Leonardo e Kean che stanno proseguendo le cure e il percorso di riabilitazione.
"Lei è sicuramente il caso più problematico, destinato a rimanere in ospedale ancora per un po'", ha spiegato l'assessore al Welfare della Regione Lombardia, Guido Bertolaso, presente sul posto.
In questi mesi ha seguito passo dopo passo le condizioni dei ragazzi, creando con loro un rapporto speciale. Francesca, ricoverata al Niguarda dal 3 gennaio dopo le prime cure in Svizzera, molto probabilmente resterà in ospedale "almeno fino a Ferragosto", ha aggiunto l'assessore.
Dall'inizio del suo ricovero, la ragazza ha avuto circa 50 operazioni. In totale, ha evidenziato Bertolaso, dall'arrivo dei feriti "è stato superato il migliaio di interventi".
L'assessore ha voluto ringraziare ancora una volta tutti gli operatori sanitari coinvolti. "Qualcuno ha cercato di criticare il nostro approccio di ricoverare tutti qui al Niguarda. Lo abbiamo fatto senza compromettere tutte le altre attività", ha aggiunto.
Dopo mesi difficili Francesca sta migliorando e le è tornato anche l'appetito: "Tutte le sere vuole la tagliata di carne – ha raccontato il padre Stefano -. Adesso comincia anche a camminare nel corridoio con l'ausilio di un deambulatore e riesce a stare seduta un paio di ore al giorno. Ogni giorno notiamo un piccolo miglioramento".

Il padre ha ripercorso i lunghi mesi trascorsi dal giorno della tragedia: "Francesca è arrivata a Niguarda il 3 gennaio. Sono passati oltre 5 mesi, lunghi e faticosi. In questo periodo abbiamo vissuto esclusivamente per lei. Abbiamo messo da parte il lavoro, gli interessi, la vita di tutti i giorni. Eravamo qui, ventiquattro ore su ventiquattro, concentrati solo su di lei".
"La nostra vita si è fermata il primo gennaio e riprenderà davvero soltanto quando usciremo da questo ospedale. Per noi sarà come ricominciare dal 2 gennaio, indipendentemente dalla stagione o dal giorno sul calendario", ha aggiunto.
Un pensiero particolare lo ha rivolto ai professionisti che hanno contribuito a salvarle la vita: "Se oggi siamo qui a festeggiare, lo dobbiamo al lavoro straordinario di tante persone. Prima al team di Zurigo, che l'ha presa in carico nelle ore più critiche, poi al personale di Niguarda. Quello che è stato fatto per Francesca è qualcosa di eccezionale".
"Vederla affacciarsi alla finestra e incontrare con lo sguardo tutti i suoi amici è stato un momento bellissimo. – ha detto ancora – Credo che questa giornata le rimarrà nel cuore per molto tempo".
La neo 17enne, così come gli altri feriti di Crans, è stata promossa dopo aver seguito le lezioni da remoto negli ultimi mesi. La speranza è che da settembre possa tornare sui banchi di scuola. I suoi genitori non hanno mai smesso di starle accanto e si alternano per essere sempre al Niguarda.
"È stato un compleanno diverso, ma bellissimo. – ha detto la mamma di Francesca, Marilisa-. Francesca era felicissima: ha potuto rivedere tanti amici e vivere un momento di grande gioia. Intuiva che ci sarebbe stata una sorpresa, ma non si aspettava una festa così partecipata e così speciale".
"Pensava di incontrare solo gli affetti più stretti, invece sono arrivate molte più persone ed è stato davvero emozionante. Per noi genitori è stato un pomeriggio carico di commozione. Dopo tanti mesi trascorsi qui, medici, infermieri e operatori sono diventati parte della nostra famiglia. Vedere Francesca circondata dall'affetto di tutti è stato un regalo prezioso".
Marilisa sottolinea poi la forza dimostrata dalla figlia durante questi mesi difficili: "In realtà è Francesca che continua a insegnare qualcosa a me. L'ho sempre guardata con grande ammirazione. Ha affrontato mesi durissimi, dolorosi, senza mai perdere la lucidità e la determinazione. Ci attende ancora una fase importante, la riabilitazione, ma ho piena fiducia in lei".