Fondi Marche, la procura chiude l’inchiesta: frigo e libri hot con soldi pubblici

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La Procura di Ancona ha chiuso l’inchiesta sulle cosiddette ‘spese pazze’ dell’Assemblea legislativa della Marche tra il 2008 e il 2012: i reati in oggetto sono peculato e truffa.

 La Procura di Ancona ha terminato l'inchiesta sulle cosiddette ‘spese pazze' dell'Assemblea legislativa della Marche tra il 2008 e il 2012: in queste ore sono in corso le notifiche dell'avviso di chiusura delle indagini a oltre 66 persone tra consiglieri regionali e addetti ai gruppi consiliari per reati che vanno dal concorso in peculato alla truffa. Secondo quanto si legge in un comunicato diffuso dal procuratore della Repubblica di Ancona Elisabetta Melotti, titolare delle indagini, le contestazioni "ineriscono le annualità dal 2008 al 2012 (ottava e nona legislatura regionale)". L'inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza di Ancona, era partita nell'ottobre 2012 con un ordine di esibizione della documentazione relativa alle spese di gruppi consiliari, dei singoli consiglieri regionali e dell'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale. ‘Le indagini sono state svolte dal Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Ancona, delegato sia da questa Autorità giudiziaria, che, per i profili contabili, dalla Procura della Corte dei Conti” si legge ancora nel documento ufficiale.

Le spese pazze in Regione Marche

Ristoranti, telepass, un frigorifero, i trofei di un torneo di calcetto e anche un libro poco istituzionale “Il segreto delle donne, viaggio nel cuore del piacere”. Sono alcune delle voci di spesa finite nel mirino della Guardia di Finanza di Ancona nell’ambito dell’inchiesta sui fondi dei gruppi consiliari della Regione Marche. Nella lista delle spese coi soldi pubblici, c’è anche il cambio gomme da 250 euro, la spesa al supermercato (100 euro), due scontrini di 50 euro per mazzi di fiori, regali natalizi e cesti di vini e formaggi o le mimose (164 euro) distribuite l’8 marzo. La spesa più corposa riguarderebbe la voce ristoranti, ricevute che non dovrebbero essere presentate a rimborso visto che la Regione Marche mette a disposizione la mensa interna. E hanno fatto storcere il naso anche i 1.350 euro spesi da un consigliere regionale medico su un convegno sulla sanità.

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