Si è svegliata all'improvviso durante la notte, trovando un uomo nel suo letto che voleva violentarla. Per questo è stato fermato a Firenze un ragazzo di 22 anni di origine sudamericana, presunto autore del tentato stupro nonché vicino di casa della vittima. I fatti si sono verificati lo scorso sabato 24 agosto. Stando a quanto ricostruito dalle forze dell'ordine, il giovane si sarebbe intrufolato nell'abitazione della donna, una 35enne, e l'avrebbe sorpresa nel sonno con la chiara intenzione di abusare di lei.

Il giovane, che è il figlio della domestica della vittima e che abita nel suo stesso condominio, avrebbe usato per entrare nell'abitazione le chiavi che la madre usava quando doveva riassettarne la casa. Il 22enne avrebbe afferrato per la gola la vicina, premendole sul viso con l'altra un panno probabilmente imbevuto di cloroformio, con l'intenzione di narcotizzarla. La donna a quel punto avrebbe reagito e i due sarebbero caduti dal letto. La colluttazione sarebbe continuata a terra, fino a quando il sudamericano non sarebbe fuggito. Sul suo corpo, i carabinieri, che l'hanno portato in caserma poche ore dopo i fatti, hanno trovato vari graffi, soprattutto al volto. Dopo il fatto, probabilmente ubriaco al termine di una notte passata in discoteca, sarebbe tornato nell'appartamento, addormentandosi sul divano. La madre del 22enne, che sarebbe stata subito informata di quanto avvenuto dalla vittima, per svegliarlo sarebbe stata costretta a trascinarlo in una vasca piena di acqua fredda.

Il provvedimento è stato disposto dal gip di Firenze su richiesta della pm Christine Von Borries. Le accuse a carico del 22enne sono violenza sessuale e violazione di domicilio. Il giovane, scrive il giudice per le indagini preliminari Maurizio Caivano nell'ordinanza che dispone l'arresto, si sarebbe reso protagonista di una condotta "sintomatica di un'indole morbosa e perversa diretta a ottenere un appagamento sessuale nei confronti delle donne facendo uso di mezzi violenti", rivelando "una notevole propensione a delinquere che può essere fronteggiata esclusivamente con la misura custodiale" in carcere.