Una ragazza di 28 anni di Collecchio, in Provincia di Parma, ha dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso dopo essere stata morsa da un ragno violino, uno dei più velenosi in Italia, mentre stava prendendo il sole. La giovane ha accusato febbre alta e una profonda infiammazione e solo in quel momento ha contattato i medici. Inizialmente la ragazza non aveva fatto caso alla puntura ma una volta rientrata a casa si è accorta del forte arrossamento nella zona del morso e ha cominciato ad avere febbre alta. Dodici ore più tardi la visita al Pronto soccorso dove i medici hanno asportato la sacca di veleno praticando anche due punti e dopo due giorni le è stata definitivamente pulita la ferita. Presente un po' in tutta Italia, il ragno violino è di piccole dimensioni (arriva a 4-5 centimetri solo contando le zampe) ed è abbastanza schivo. Il suo morso è indolore e questo spesso porta ad accorgersi di quanto successo solo più tardi con l'infiammazione in atto.

Gli effetti del morso di un ragno violino

Il ragno violino (Loxosceles rufescens) è insieme alla vedova nera mediterranea l'aracnide più velenoso presente in Italia, e gli effetti del suo morso possono avere conseguenze anche letale nei soggetti allergici. Il ragno appartiene alla famiglia Sicariidae (nome evocativo della sua indole predatoria) e nell'uomo il suo veleno è responsabile del cosiddetto “loxoscelismo”: qualora si venga morsi, occorre essere molto sfortunati per subire gli effetti più gravi, poiché si stima che il ragno violino inoculi il veleno solo nel 40 percento dei casi. Sovente le vittime umane si accorgono solo dopo molte ore di essere entrate in contatto con l'animale, quando l'area colpita diventa pruriginosa e poi dolorante. La pelle si arrossa e diventa molle, si notano piccole bollicine e nei casi più seri si avvia il processo necrotizzante dei tessuti, a causa della miscela di enzimi tossici che il ragno utilizza per ‘sciogliere' le proprie prede dall'interno. Le lesioni necrotiche possono essere molto estese e richiedere la rimozione del tessuto morto o addirittura l'amputazione dell'arto colpito. E' fondamentale comunque ricorrere alle cure mediche una volta morsi.