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Famiglia cacciata da una casa affittata su Airbnb in Sardegna: “Discriminati perché nostro figlio è autistico”

“A nemmeno 24 ore dal nostro arrivo la proprietaria della casa affittata su Airbnb ha cancellato la prenotazione e ci ha chiesto di andarcene perché non voleva ospitare un ragazzino autistico”: la denuncia di una famiglia arrivata in Sardegna per quattro giorni di vacanza.
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"A nemmeno 24 ore dal nostro arrivo la proprietaria della casa affittata su Airbnb ha cancellato la prenotazione e ci ha chiesto di andarcene perché non voleva ospitare un ragazzino autistico". Lo denuncia una famiglia che pensava di trascorrere un weekend di relax in Sardegna, ma invece si è trasformato in un incubo. La coppia si è rivolta a un legale per procedere con la querela formale.

La famiglia ha spiegato così quanto accaduto: era lo scorso 31 luglio quando i genitori, il figlio, la nonna 80enne e la badante sono arrivati in questa struttura prenotata nel Cagliaritano. Volevano trascorrere quattro giorni al mare, invece i problemi sono iniziati fin da subito: "Nostro figlio ha 10 anni ed è nello spettro autistico. A volte canticchia, fa versi e ha delle crisi. Appena se n’è accorto, l’host è diventato nervoso". Tutto nonostante le tante rassicurazioni da parte della famiglia, come "se rompiamo qualcosa lo ripaghiamo, gli abbiamo detto, siamo anche assicurati".

E ancora, come si legge sul Corriere della Sera: "L'host ha notato che la zanzariera era stata chiusa male ed è salito a controllare. Poco dopo si è ripresentato con un altro ospite che lamentava di aver sentito rumori alle 5 di mattina. Gli abbiamo spiegato che il bambino è autistico e che si era solamente alzato per andare in bagno, e lui a quel punto si è scusato".

Eppure poche ore dopo è arrivato l'ordine di andare via. La famiglia ha detto di aver ricevuto un messaggio con scritto di lasciare l’alloggio entro pochissime ore. E qui il panico perché non sapevano dove andare: "Era il primo agosto e avevamo un ragazzino autistico e un’anziana di 80 anni". Ma soprattutto: "Non ci era mai capitato che qualcuno ci facesse pesare in questo modo la disabilità di nostro figlio".

Ora è tempo di denunce. Airbnb ha comunicato di aver avviato una indagine interna precisando che verranno eseguiti tutti gli accertamenti del caso con la massima serietà: "Prendiamo con estrema serietà tutte le segnalazioni di discriminazione e, in conformità con la nostra policy, adottiamo provvedimenti nei confronti di tutti gli utenti (sia host che guest) che risultino aver violato la nostra politica, includendo, ove necessario, l’esclusione dalla piattaforma". Fanpage.it ha controllato la normativa in tema di discriminazione: si legge che la società vieta agli utenti, compresi i co-host e i compagni di viaggio, di discriminare tutte le persone, compresi quindi gli ospiti, sulla base di caratteristiche protette come appunto disabilità e anzianità.

Intanto la proprietaria della struttura ha raccontato la sua versione dei fatti, spiegando che la cancellazione è arrivata solo dopo aver ricevuto alcuni insulti: "Mi sono preoccupata perché ho visto il ragazzino che, da solo sul terrazzo, si aggrappava alla zanzariera. Ma quando ho provato a spiegarmi la signora ha perso la testa: ‘Te la faccio chiudere questa struttura!' ha urlato. Ho chiesto loro di andarsene perché temevo che la situazione degenerasse". Sono in corso tutte le verifiche sull'accaduto.

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