Bimbo autistico muore cadendo dalla finestra, la madre a Fanpage.it: “Ero andata in bagno, non mi perdonerò mai”

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Immagine di repertorio
Maria Luisa racconta a Fanpage.it la sua storia di caregiver finita nel peggiore dei modi. Suo figlio Alessandro, autistico grave di 10 anni, è volato giù dalla finestra di casa ed ha perso la vita mentre lei si era allontanata pochi minuti per andare in bagno.

La tragedia di Pietralata ha sconvolto l'Italia intera ed ha aperto un grande dibattito sul tema dei caregiver. Se anche tu affronti la disabilità di un tuo caro e vuoi raccontarci la tua storia clicca qui o scrivici a: segnalazioni@fanpage.it.

"Non mi perdonerò mai per quell'attimo di distrazione". Anna (nome di fantasia ndr.) parla ancora a fatica della morte di suo figlio Luca (nome di fantasia ndr.), un bambino con una forma di autismo grave e che aveva appena compiuto 10 anni. Una mattina di ottobre di un anno fa lei era in casa insieme a lui, si è allontanata solo per una manciata di minuti per andare in bagno. E in quei pochi attimi il figlio si è arrampicato sulla finestra ed è volato giù dal quinto piano. Inutile la corsa in ospedale a Palermo, dopo neanche 24 ore attaccato a delle macchine infatti Luca è spirato. Troppo profonde le ferite riportate dal bambino dopo lo schianto.

Anna ha accettato di parlare a Fanpage.it ma solo celandosi dietro l'anonimato perché teme ancora i commenti e i giudizi altrui. "Io mi sento ancora così in colpa e temo che le persone possano giudicarmi ma io dedicavo la mia vita a mio figlio h24 e sono la prima a non perdonarmi per quello che è successo". Una vita in salita quella di Anna, madre single e che per molto tempo ha gestito quasi in totale solitudine un bimbo con una forma di autismo molto grave e invalidante. "Ho lottato tanto per Luca, perché avesse le terapie migliori ma poi tutto è crollato in una manciata di secondi. Pensavo spesso al dopo di noi, a chi si sarebbe occupato di lui dopo la mia morte ma non avrei mai pensato di dover invece seppellire mio figlio".

La tragedia di Pietralata

"Da sola non ce l'ho fatta" dice parafrasando la frase che in queste ore inonda le bacheche Facebook di tanti careviger sconvolti e indignati per la tragedia scoperta lunedì 31 agosto a Pietralata, nella periferia est di Roma. In una villetta a via Antracite sono stati scoperti i corpi di Valentina Pambianco, Luca Abbasciano, della loro figlia Bianca di 5 anni e affetta da un grave disabilità e del cane di famiglia Teo. Almeno una dozzina di biglietti sono stati trovati in casa, ognuno indirizzato ad un parente o ad un amico con specifiche istruzioni. "Non ce la facciamo più" ci sarebbe scritto in una delle tante lettere, un messaggio inequivocabile che sta portando gli investigatori a confermare la pista dell'omicidio suicidio.

Gli appelli dei caregiver

La storia della famiglia di Pietralata ha generato rabbia e tristezza soprattutto tra i tanti caregiver di tutta Italia. Sono genitori o figli che si occupano di una persona con disabilità, spesso nella più totale solitudine. "Non vogliamo essere eroi ma genitori" scrive una mamma su Facebook allegando una foto di lei e suo figlio attaccato ad un respiratore. Anche Anna prende coraggio e vuole parlare: "Mi chiamavano mamma guerriera ma non c'è niente di coraggioso nel vivere in totale solitudine. Tutto era sulle mie spalle, le cose devono cambiare altrimenti continueremo a piangere altri morti" conclude.

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