Alle 19.05 di ieri sera il vulcano Etna ha cominciato una nuova attività stromboliana. Osservato speciale il solito Cratere di Sud-Est che, dopo quattro giorni di pausa, ha di nuovo dato prova della sua energia. Le immagini, girate da Catania, mostrano lo spettacolo notturno dell'eruzione. I boati, sentiti distintamente dalla popolazione, non devono destare timore: i vulcanologi ricordano che non c'è pericolo, l'Etna è pur sempre un vulcano attivo. Interdetta la pista dell'aeroporto di Catania per la ricaduta di cenere.

Alle 19.05 era una "debole attività stromboliana". Alle 22.14 era già diventata una "fontana di lava". L'Etna ha confermato, ieri sera, l'intenso momento che sta vivendo da poco più di un mese. La serie di parossismi – quindici, escludendo quello che ha illuminato di rosso la notte della provincia di Catania – ne conta adesso uno in più: dopo quattro giorni di pausa, il Cratere di Sud-Est ha ricominciato a eruttare. I boati, normali e tipici di ogni evento di questo genere, sono stati sentiti distintamente dalla popolazione dei Comuni pedemontani. Per via della "ricaduta di cenere vulcanica" su Catania, da questa mattina un settore dello spazio aereo dell'aeroporto di Fontanarossa "è interdetto, la pista dello scalo aeroportuale è al momento chiusa perché contaminata ed è in corso l’attività di pulizia e bonifica", secondo quanto comunica la Sac, società che gestisce il Vincenzo Bellini.

L'Osservatorio etneo dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ha comunicato ieri intorno alle 19 la ripresa dell'attività stromboliana dal Cratere di Sud Est. Fino a quel momento, l'"ampiezza media del tremore vulcanico", come si leggeva nel primo comunicato, si manteneva "nell'intervallo dei valori medi". Poco dopo, però, è aumentata significativamente. Attestandosi, alle 20.30, "su valori alti con andamento in crescita". Alle 22.14 la nota ufficiale dell'Ingv: "È in corso una fontana di lava al Cratere di SE".

L'attività esplosiva è continuata fino alle prime luci dell'alba, sebbene il tremore vulcanico, pur mantenendosi su valori sopra la media, abbia cominciato a decrescere. I vulcanologi osservano stamattina ben due colate in area sommitale: la prima, ben alimentata, va in direzione del deserto vulcanico della Valle del Bove ed è arrivata fino a circa 1800 metri sul livello del mare. La seconda colata, invece, è meno alimentata e "si attesta – scrive l'Ingv – in area sommitale".

Le immagini, come sempre in questi casi, sono spettacolari. E, come i vulcanologi sanno bene, non c'è da preoccuparsi, è un'attività priva di pericoli. Ma può essere scomoda in per via della caduta di cenere e lapilli, tanto frequente in queste settimane. Venerdì 19 marzo i disagi dovuti alla pioggia nera hanno investito il Comune di Piedimonte Etneo. Una decina di giorni prima, invece, era toccato a Giarre fare i conti con un vero e proprio "tappeto di cenere".