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Traffico di rifiuti a Trento: vendevano sostanze inquinanti come prodotti ecologici, 12 arresti

L’indagine coordinata dalla Procura di Trento e dai Carabinieri per la tutela ambientale ha scoperto che una rete che avrebbe trasformato fintamente rifiuti ad alto contenuto di inquinanti organici e diossine in prodotti di eccellenza green.
A cura di Antonio Palma
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Attraverso un complesso sistema illegale, trasformavano fintamente rifiuti altamente inquinanti in prodotti ecologici, in una sorta di “filiera nera” che metteva in commercio prodotti e sostanze pericolose che fruttavano loro enormi introiti a discapito dell’ambiente e dei cittadini. Queste le pesanti accuse che hanno portato oggi all’arresto di 12 persone destinatarie di un’ordinanza di applicazione della misura cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Trento, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo della locale Procura della Repubblica.

Dalle prime ore di questa mattina, oltre 100 militari dell'Arma dei Carabinieri sono impegnati nell’esecuzione dei provvedimenti restrittivi su tutto il territorio nazionale e in collaborazione con le autorità dei Paesi confinanti.

Le indagini della Dda erano partite nel 2022 per fare luce su un traffico di rifiuti che coinvolgeva il territorio Nazionale ma anche Austria, Germania e Croazia attraverso il Trentino Alto Adige. La complessa inchiesta ha portato alla luce un vero e proprio sistema di smaltimento illecito dei rifiuti che avrebbero dato vita ad una vera e propria “filiera nera” delle ceneri da pirogassificazione , operante in Alto Adige ed in vari Paesi europei.

Nel dettaglio, le indagini, affidate ai carabinieri del Comando per la Tutela Ambientale e la Sicurezza Energetica e condotte dal Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Trento, hanno scoperto che il gruppo criminale era in grado di trasformare rifiuti ad alto contenuto di inquinanti organici e diossine in prodotti di eccellenza green come bricchette per barbecue, ammendanti per terreni agricoli, materiali utilizzati per migliorare le proprietà del suolo, e additivi per calcestruzzo.

Non solo, con questo meccanismo i trafficanti riuscivano a guadagnare anche dalle quote di CO₂ da negoziare sul mercato visto che il gas prodotto bruciando biomasse viene poi utilizzato per produrre energia elettrica e termica a basso impatto ambientale

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