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L'omicidio di Elisa Claps

Elisa Claps, l’arcivescovo di Potenza: “Chiesa e Don Mimì non hanno colpe”. Gildo: “Impossibile ricucire”

L’arcivescovo di Potenza Salvatore Ligorio sulle polemiche legate al caso Elisa Claps e alla riapertura della Chiesa della Santissima Trinità dove fu ritrovato nel 2010 il cadavere della ragazza scomparsa: “Pubblicheremo un dossier sulla vicenda. Siamo stati sempre disponibili alla collaborazione e i nostri sforzi sono stati sempre orientati nella ricerca della verità”. Ira del fratello GIldo: “Riconciliazione impraticabile”.
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A cura di Ida Artiaco
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L'omicidio di Elisa Claps

Non si placano le polemiche tra l'Arcidiocesi di Potenza e la famiglia di Elisa Claps, la ragazza scomparsa a settembre del 1993 e trovata cadavere nel sottotetto della Chiesa della Santissima Trinità del capoluogo lucano 17 anni dopo. Dopo il botta e risposta dei giorni scorsi tra il fratello Gildo e la stessa arcidiocesi, proteste e manifestazioni, è intervenuto direttamente l'arcivescovo Salvatore Ligorio, che in una intervista al Corriere della Sera ha deciso di dire la sua sul caso, annunciando anche la pubblicazione di un dossier ad hoc.

"All’interno ci saranno sentenze, documenti, allegati, per fare chiarezza sulle polemiche, dicerie e false notizie che si sono susseguite in questi anni", ha spiegato Ligorio, che ha ribadito: "Siamo stati sempre disponibili alla collaborazione e i nostri sforzi sono stati sempre orientati nella ricerca della verità. Alcuni sacerdoti, addirittura, si sono messi in prima linea a collaborare con la famiglia. Non siamo stati dietro le quinte, ma protagonisti impegnati nel percorso di giustizia".

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Nel corso dell'intervista, l'arcivescovo ha ricordato che "ci sono stati tanti incontri con la famiglia. Quando, però, eravamo sul punto di comprenderci Gildo Claps ha continuato ad essere incomprensibilmente diffidente. Probabilmente, siamo noi stati superficiali nelle comunicazioni. Loro vogliono le nostre scuse e ci chiedono di assumerci le responsabilità antecedente il fatto e dopo il fatto. Che ci sia stata un po’ di confusione, una poco approfondita analisi sul fatto, questo sì, ma pensare che siamo complici per quello che è accaduto, mi sembra ingeneroso".

Su Don Mimì Sabia, che era il parroco della Santissima Trinità all'epoca della scomparsa di Elisa e che è sempre stato considerato una delle figure più controverse della vicenda per i suoi presunti rapporti con la famiglia di Danilo Restivo, Ligorio ha detto: "Non l’ho conosciuto. Ma da quello che ho compreso era una persona dal temperamento forte, vecchio stampo, come forse erano stati educati i sacerdoti della sua epoca i quali pensavano di essere custodi della propria comunità. Se fosse realmente venuto a conoscenza che nel sottotetto della Trinità ci fosse stato un cadavere appartenente in questo caso ad Elisa, non sarebbe sopravvissuto neanche un minuto. Non avrebbe retto alla paura. Gli hanno addebitato accuse improprie".

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Gildo Claps è intervenuto dopo la pubblicazione dell'intervista all'arcivescovo Ligorio. "Impossibile ricucire. La riconciliazione con la Curia di Potenza e, soprattutto con Ligorio, è impraticabile. Solo l'intervento del Santo Padre potrà aprire uno spiraglio di ragionevolezza per trovare una via d'uscita. Noi parleremo solo con i livelli più alti del Vaticano per chiudere questa storia. Non riconosciamo nessun ruolo alla Chiesa di Potenza", aggiungendo: "Se hanno timore che nel momento in cui dovessero ammettere le loro responsabilità possano essere chiamati a risarcire, noi non avanzeremo nessuna pretesa economica. Facessero come ho fatto io: ho devoluto per intero il mio compenso per la consulenza alla sceneggiatura della fiction di Rai 1 Per Elisa al progetto ‘Il cuore di Elisa' nel cuore dell'Africa".

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