Torna in cella dopo un breve periodo ai domiciliari per l'emergenza Covid, Marco Manfrini il marito di Eleonora Perraro, la donna seviziata a morsi e uccisa a Nago (Trento) un anno fa. Era ai domiciliari, senza braccialetto elettronico, per motivi di salute. Solo pochi giorni fa la Procura ha concluso le indagini a carico del Manfrini con l'ipotesi di reato di omicidio volontario aggravato, accusa per cui rischia l'ergastolo.

I fatti risalgono a un anno fa, quando, Manfrini e Perraro, entrambi residenti a Rovereto, uscirono per una gita in località Nago Torbole, insieme al cane di Eleonora. La donna aveva una gamba ingessata e si muoveva con l'aiuto di un paio di stampelle. La sera, dopo cena e dopo aver bevuto, stando ai risultati degli esami alcolemici, ebbero una lite nel giardino del bar "Sesto Grado", da dove l'indomani lo stesso Marco Manfrini ha allertato il 112. I carabinieri lo hanno raggiunto sul posto e prelevato ancora sporco di sangue coi vestiti della sera prima.

Nel giardino un bagno di sangue: tra l'erba c'era il corpo senza vita di Eleonora Perraro, con il volto sfigurato dai morsi. Sugli zigomi, sulla nuca, sulle labbra, la donna era stata seviziata e scaraventata ripetutamente sugli alberi del giardino, come testimoniato dalle tracce di sangue sui tronchi. Anche il cane di Eleonora, stando a quanto accertato dal veterinario, era stato picchiato selvaggiamente per aver abbaiato e cercato di difendere la sua padrona dall'aggressione. Manfrini ha sempre detto di non ricordare quanto fosse avvenuto e la sua difesa ha ipotizzato una seminfermità mentale.