Duplice omicidio di Camaiore, Piero Moriconi in silenzio davanti al giudice che gli contesta la premeditazione

Piero Moriconi non ha risposto durante l'udienza di convalida del fermo e l'interrogatorio di garanzia che è terminato poco fa. L'uomo è accusato di avere ucciso con un fucile da caccia la moglie Kathy Andreoni, 51 anni, e il figlio Mirko, 24. Questa mattina la pm Elena Leone, oltre al duplice omicidio volontario, gli ha contestato anche l'aggravante della premeditazione.
Le accuse nei confronti di Piero Moriconi
Nel primo pomeriggio del 24 giugno, il muratore 63enne Piero Moriconi ha sparato e ucciso la moglie e il figlio all'interno della casa di famiglia a Camaiore. A lanciare l'allarme è stato un nipote che viveva vicino alla famiglia.
Quando i Carabinieri sono giunti sul posto hanno trovato l'uomo con ancora il fucile in mano. Moriconi in quell'occasione ha fornito la propria versione dei fatti ed è stato arrestato per duplice omicidio volontario. Adesso, la Procura aggrava la posizione dell'uomo contestando anche la premeditazione. Se al termine delle indagini dovesse essere rinviato a giudizio con questo quadro accusatorio, rischia l'ergastolo.
Moriconi durante il primo interrogatorio, avvenuto subito dopo il fermo, aveva parlato lungamente spiegando le proprie motivazioni dietro quel gesto, giustificandolo come un fatto improvviso seguito a un lungo periodo di tensione a causa della tossicodipendenza del figlio. Motivazioni che evidentemente non hanno convinto la pm che gli ha contestato la premeditazione. In un post su TikTok del 2022 lo stesso Mirko aveva scritto: "Brutto che un padre ti preferisca morto che gay".
L'avvocato Fabbri: "Nessuna premeditazione, è confuso"
Moriconi ha parlato solo per segnalare l'intenzione di rivolgersi a un legale di fiducia. Nel frattempo però durante l'interrogatorio è stato assistito dall'avvocato Giacomo Fabbri. "È stato un gesto estemporaneo – ha detto il difensore riportato da Ansa – L'ho trovato molto confuso".
Per Fabbri, invece, le cose stanno diversamente: "Avevo maturato l'idea di chiedere una perizia psichiatrica – ha spiegato ai cronisti – Mi sembra si trovi in uno stato di stress, agitazione e depressione. Secondo me ci sono gli estremi per valutare la capacità di intendere e di volere al momento del fatto, oltreché per affrontare eventuali processi ma valuterà il prossimo difensore. Io vedo una sindrome ansioso depressiva che dovrà però valutare uno specialista".
"Moriconi – ha concluso il legale – è un uomo distrutto, si rende conto di aver distrutto la vita del figlio e della moglie ma anche la propria esistenza. Ha 63 anni e potrebbe rischiare di passare il resto dei suoi giorni in carcere".