Mamma e figlio uccisi a Camaiore, le liti continue con il padre Piero Moriconi: “Valutava di ucciderli da un po’”

Non appare pentito Piero Moriconi, l'uomo che ha ucciso il figlio 24enne Mirko e la moglie Kety Andreoni. Secondo quanto apprende Fanpage.it, alle autorità ha detto che da tempo stava ragionando sulla possibilità di uccidere i due familiari con i quali litigava spesso. Mamma e figlio, invece, erano più legati: ultimamente gli screzi tra Kety e Mirko erano aumentati, forse a causa di alcune dipendenze e fragilità che il 24enne non riusciva a lasciarsi alle spalle. Il giovane, molto affezionato alla madre, sognava di fare il cantautore ed era nato e cresciuto a Camaiore, dove aveva frequentato anche le scuole. Il ragazzo lavorava come cameriere.
Con il padre le differenze erano tantissime e Moriconi non ha mai accettato la personalità del figlio. Perfino le sue fragilità, il suo orientamento sessuale e la sua identità di genere erano oggetto di scontro. La madre, invece, si impegnava per comprenderlo, entrare nel suo mondo e trasmettere i suoi pensieri anche a Moriconi, con il quale però i rapporti non sono mai migliorati. Agli inquirenti che lo hanno ascoltato stanotte ha raccontato di essersi sentito a lungo escluso dal legame che Kety e suo figlio avevano costruito e che lentamente quella "gelosia" per il rapporto dei due si era trasformata nella convinzione di "essere inutile". Per questo, come ha poi affermato davanti agli inquirenti, da tempo stava pensando al delitto, poi consumatosi davanti casa.
Sui social, il 24enne sosteneva che le liti con il padre fossero causate dal rifiuto di quest'ultimo per il suo orientamento sessuale. "È brutto quando un padre ti preferisce morto che gay", scriveva su TikTok. Secondo chi indaga, anche a causa dei problemi familiari, il giovane era sprofondato nel tunnel della dipendenza da alcol e droghe e le sue fragilità lo avrebbero portato perfino al ricovero nel tentativo di riprendersi. Il tutto con il supporto della madre, mai mancato, anche se negli ultimi tempi le sue dipendenze avevano generato discussioni anche con lei. Andreoni aveva cercato però sempre di mediare tra il figlio e il marito: le liti tra i coniugi non avevano fatto altro che aumentare, anche se nella coppia non si sarebbe mai parlato di separazione. Moricone è ora detenuto nel carcere di Lucca con l'accusa di duplice omicidio.
Il 24enne aveva chiesto consigli al consultorio transgenere di Torre del Lago, secondo quanto raccontato da Regina Satariano, responsabile della struttura. "In generale venire al consultorio per dei consigli e per studiare insieme un percorso da compiere è importante, le nostre porte sono sempre aperte da 18 anni in su. Nello stesso tempo rivolgo un appello anche ai genitori, sia a coloro che accettano l'omosessualità di un figlio o di una figlia, che a coloro che invece hanno difficoltà a comprenderla: venite da noi, ci sono professionisti pronti ad aiutarvi. Non si può certo troncare la vita di un essere umano perché ha dichiarato di essere gay".