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Duplice omicidio a Camaiore, il piano di Moriconi per uccidere figlio e moglie: “L’ho pensato 20 giorni fa”

Continuano le indagini sul duplice omicidio di Camaiore. La Procura di Lucca contesterebbe a Piero Moriconi l’aggravante della premeditazione. L’uomo alla pm dopo l’arresto: “Ho pensato una ventina di giorni fa di uccidere mia moglie e mio figlio”.
Mirko e la mamma Kety (Foto da Facebook).
Mirko e la mamma Kety (Foto da Facebook).

Avrebbe pensato una ventina di giorni fa a come mettere in pratica il suo piano omicida Piero Moriconi, il 63enne di Camaiore che nei giorni scorsi ha ucciso a colpi di fucile la moglie Kety Andreoni, 52 anni, e il figlio Mirko, 24. Per questo, la Procura di Lucca gli contesta l'aggravante della premeditazione. Anche se ieri, nel corso dell'interrogatorio di convalida del fermo, non ha proferito parola avvalendosi della facoltà di non rispondere, l'uomo avrebbe detto subito dopo l'arresto alla pm Elena Leone: "Ho pensato una ventina di giorni fa di uccidere entrambi dopo che erano venuti in casa mia i carabinieri e il 118".

Moriconi si riferisce ad un intervento dei medici che poi avevano trasferito, per tre giorni, il figlio al reparto di psichiatria. C'era stato anche un altro intervento del 118 alcuni giorni prima del duplice omicidio. Poi, l'ennesimo litigio che ha portato al tragico epilogo. Ora l'uomo resta in carcere, così come deciso dalla gip Raffaella Poggi che ha convalidato il fermo.

Sempre subito dopo il delitto Moriconi aveva fatto mettere a verbale che il figlio era "iperattivo e psichiatrico, ingestibile e violento" e "non faceva altro che chiedere denaro. Noi eravamo costretti a nasconderlo in casa, aveva problemi di tossicodipendenza e di alcool: era violento". Nessun accenno invece all'intenzione del ragazzo di cambiare sesso: all’Usl non risulta che il giovane avesse fatto richiesta del percorso di transizione, ma si era comunque rivolto a un consultorio di Torre del Lago per chiedere consigli.

Non si sa se questo sia il motivo alla base della tragedia familiare consumatasi in Toscana. "Brutto pensare che un padre ti preferisce morto che gay", aveva scritto Mirko sui social. Anche con la moglie ci sarebbero stati problemi: "Mi tradiva e mi picchiava", avrebbe detto Moriconi. Tocca ora agli inquirenti verificare quanto dichiarato dall'uomo. In particolare, l'arma – un fucile da caccia detenuto regolarmente in un armadietto al piano inferiore dell'abitazione – è al centro degli accertamenti. Dopo aver sparato, Moriconi lo ha riposto al suo posto. Ma restano aperti interrogativi cruciali. Intanto, i funerali di Kety e del figlio Mirko si terranno lunedì prossimo alle 17.

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