Due Procure riaprono il fascicolo su David Rossi: si indaga per omicidio e sui legami con la ‘Ndrangheta
Anche i magistrati si stanno occupando del caso di David Rossi. La Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze da qualche mese ha riaperto il fascicolo per omicidio dopo i lavori della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte del capo della comunicazione della Monte dei Paschi di Siena. Non solo politica quindi ma anche la magistratura si sta attivando e indaga per omicidio. Per 13 anni invece la Procura di Siena aveva archiviato due volte le indagini per suicidio, una volta nel 2014 e una volta nel 2017.
Stando alle prime informazioni, sarebbe stata la procura di Siena a inviare gli atti a Firenze, dopo un esposto della moglie di Rossi, Antonella Tognazzi, e della figlia, Carolina Orlandi. Gli atti sono passati a Firenze perché è la Procura competente quando si parla di criminalità organizzata. E i nuovi accertamenti si sono concentrati anche sulla ‘ndrangheta.
La Commissione d'inchiesta nella conferenza stampa dello scorso 19 ottobre ha fatto i nomi di Gabriele Ceccherelli, ex calciante del calcio storico fiorentino, e di Giuseppe Mussari, ex presidente della Monte di Paschi di Siena, coinvolgendoli nei fatti della sera del 6 marzo 2013 quando David Rossi è morto precipitando dalla finestra del suo ufficio a Siena. Secondo quanto sostenuto dalla Commissione, Ceccherelli avrebbe organizzato la violenza nell'ufficio di Rossi (affidata poi a due suoi fedelissimi) mentre Mussari sarebbe stato il mandante di intimidazioni verso Rossi. Ma perché? L'intenzione di base sarebbe stata quella di fargli paura per dissuaderlo dal denunciare o a opporsi ad alcuni affari tra ‘ndrangheta e la Mps. Tutto dovrà essere accertato però dalla Procura prima e poi in un eventuale processo. Al momento né Ceccherelli né Mussari risultano indagati: loro fin da subito si sono dichiarati estranei ai fatti.
Non sarebbe solo la Procura di Firenze a indagare sulla morte di David Rossi. Ci sarebbe un fascicolo aperto anche alla Direzione Distrettuale Antimafia di Brescia di cui è competente anche per la zona del Mantovano. Al centro dei magistrati bresciani infatti ci sarebbe il fatto che la Monte dei Paschi di Siena gestiva un budget di 50 milioni di euro l'anno per le sponsorizzazioni e nel Mantovano Mps sosteneva una squadra di rugby. Poco prima della morte di Rossi ci fu un taglio di una decina di milioni. Le due nuove fonti della Commissione avrebbero riferito anche il fatto che Rossi non aveva impedito l'investimento della ‘ndrangheta nella sponsorizzazione di una squadra di pallacanestro. Tutti gli atti della Commissione sono andati comunque alla Procura di Firenze.
Gianluca Vinci, presidente della Commissione d'inchiesta, ha commentato così la riapertura del caso da parte delle Procure: "Una notizia che apprendiamo con soddisfazione, l'iniziativa delle Dda è molto apprezzata da parte di tutta la commissione d'inchiesta". E ancora: "In questi mesi la commissione ha svolto diverse attività, anche di alto profilo, per dimostrare che non si trattasse di un suicidio ma di un omicidio. Abbiamo anche inviato documentazione che ci hanno richiesto per chiarire questa vicenda e siamo felici che oggi l'autorità giudiziaria abbia preso in mano la situazione per dirimere quello che da troppi anni era non un semplice omicidio ma un qualcosa di più grande e d'interesse per tutti i cittadini italiani".