News sulla morte di David Rossi

David Rossi, il legale della famiglia a Fanpage: “La verità sui bitcoin poco credibile, qualcosa non torna”

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“Dobbiamo sempre andare cauti su tutto nel bene o nel male. La famiglia chiede che venga fatta chiarezza immediata”: a dirlo a Fanpage.it è l’avvocato Paolo Pirani, che assiste il fratello e la mamma di David Rossi proprio sulle ultime rivelazioni fatte sulla morte dell’ex capo della comunicazione di Mps morto nel 2013 a Siena.

"Non vogliamo che, dopo queste ultime vicende, si possa minare o delegittimare tutto quello che di positivo è stato fatto": a dirlo a Fanpage.it è l'avvocato Paolo Pirani, che assiste il fratello e la madre di David Rossi, l'ex capo della comunicazione del Monte dei Paschi di Siena trovato morto il 6 marzo 2013. Negli ultimi giorni, la Commissione parlamentare d'inchiesta, istituita per far luce sulla morte di Rossi, ha affermato che nei confronti dell'uomo era stata organizzata una intimidazione poi conclusasi con il decesso. Il presunto mandante di questa presunta attività sarebbe Giuseppe Mussari, ex presidente di Mps, mentre colui che avrebbe organizzato il presunto agguato sarebbe Gabriele Ceccherelli, noto per il calcio storico fiorentino.

Le modalità in cui è stato fatto questo annuncio sono, attualmente, al centro del dibattito: "Non entro nel merito degli elementi metodologici perché non ci competono. La commissione è un ente costituzionalmente istituito. Ha gli stessi poteri della magistratura, ma non ha la possibilità di esercitare l'azione penale. A mio avviso credo che le valutazioni fatte saranno state condivise dall'intero gruppo della commissione. È necessario che la magistratura inquirente prenda in mano la vicenda e apra un fascicolo per l'omicidio di David Rossi così da evitare che restino delle finestre aperte", ha riferito il legale.

Dubbi su quanto fatto dalla commissione emergono, soprattutto, circa i profili dei soggetti ascoltati e che avrebbero puntato il dito contro Mussari e Ceccherelli. Parliamo di Saverio Giampà e William Villanova Correa. Il primo è un ex imprenditore calabrese che ha vissuto tra Firenze ed Emilia Romagna che, tra le condanne collezionate, ne ha una per calunnia e false dichiarazioni ai pm. Il secondo, cittadino brasiliano, è in carcere per omicidio ed è stato anche lui condannato per calunnia. Non solo: è stato già ritenuto inattendibile nelle indagini proprio sul caso Rossi. In passato aveva tirato in ballo presunti festini a Siena e interessi dello Ior. Tesi che però non avevano trovato riscontro nelle indagini della Procura di Genova.

"Per quello che concerne i nomi delle fonti che sono circolati, sappiamo che si tratta di soggetti che già in passato hanno avuto precedenti. Non significa però che non possano dire la verità. Chiaramente però, da persona garantista quale sono, considerato che sono stati tirati in ballo delle persone, è corretto che venga trovato riscontro. È giusto che chi sia stato menzionato, faccia tutti i passi che debbono essere fatti", ha proseguito l'avvocato della famiglia di Rossi.

"Sono l'avvocato del fratello e della mamma da oltre 10 anni. Non è la prima volta che qualcuno chiama in causa qualcun altro e che poi i racconti fatti risultino essere un depistaggio, una fantasiosa ricostruzione. Posso dire però che in questi nuovi dettagli, c'è qualcosa che va approfondita".

Anche il legale ha poi notato che vi sono alcune contraddizioni nei verbali soprattutto sul profilo di Rossi: "C'è anche qualcosa che non torna. Per esempio, si parla di David Rossi come consulente finanziario della ‘ndrangheta, come colui che spostava con un click i soldi della ‘ndrangheta attraverso bitcoin. I bitcoin però sono una moneta molto volatile che nasce nel 2009. Nel 2013 era talmente volatile che la ‘ndrangheta non avrebbe mai investito il proprio capitale su una moneta fortemente a rischio. È abbastanza poco credibile".

"Il problema di questa vicenda è che, nel bene o nel male, è stata particolarmente mediatica. Grazie all'intervento mediatico, è stata istituita una commissione parlamentare e questo è un dato oggettivo. Si rischia però che molti soggetti, che tra loro non si conoscono, magari perché mitomani o per interessi di naturale personale o procedurale che a noi sfuggono, partendo da un dato che è quello della televisione possono costruirci una storia a latere", ha ancora aggiunto l'avvocato.

"Oggi, a distanza di 13 anni della morte di David Rossi, le parole di una persona, soprattutto se detenuta in carcere, se collaboratore, se testimone di giustizia, vanno vagliate con estrema attenzione e cautela. Molto di più rispetto a un soggetto che spontaneamente si reca a rendere dichiarazioni poco dopo l'immediatezza di un fatto".

Da qui quindi l'esigenza che "ogni aspetto venga accertato. E i riscontri devono essere fatti prima possibile e nell'interesse delle due persone che sono state chiamate in causa".

I profili indicati dai due detenuti, hanno lasciato sgomenti sia la madre che il fratello di Rossi: "La famiglia rappresenta la necessità che la magistratura metta mano a questo fascicolo perché si deve arrivare a non lasciare alcuna finestra aperta. La famiglia è aperta a qualunque verità, bella o brutta che sia, perché l'obiettivo è ricercare la verità e arrivare quantomeno a una risposta". 

"Dopo le ultime notizie, credo che queste risposte debbano arrivare velocemente partendo sempre da un dato certo: David è stato ucciso. Non vogliamo che si possa minare o delegittimare tutto quello che di positivo è stato fatto dalla commissione. Sia questa che la scorsa commissione, hanno fatto un lavoro che, forse anche per ragioni temporali, una magistratura non avrebbe fatto. Mi riferisco all'esperimento giudiziale degli orologi con il manichino, la ricostruzione in 3D o quella con uno stuntman. Sono state tutte attività da cui, a mio avviso, si deve partire".

Il timore è che il dibattito politico possa inficiare quanto fatto fino a oggi: "Non vorrei, e questo lo dico con molta onestà, che la questione degli ultimi giorni diventi una questione di contrasti politici, su cui non voglio entrare nel merito, ma che possano in qualche modo compromettere una commissione che ha lavorato benissimo". 

Intanto quel che è certo è che il 3 novembre, Ceccherrelli sarà ascoltato dalla commissione: "Credo sia una richiesta legittima. Soprattutto per capire se, come è stato detto anche da parte del presidente della commissione, qualcuno che ha tirato in ballo questo nominativo abbia avuto un interesse a farlo", ha affermato l'avvocato Pirani.

"Ripeto ho assistito a tanti depistaggi. Dobbiamo sempre andare cauti su tutto nel bene o nel male. La famiglia chiede che venga fatta chiarezza immediata".

L'avvocato non esclude che questo possa essere un depistaggio anche per bloccare gli accertamenti sulla morte di Rossi: "Ci possono essere anche dei depistaggi in quel senso: crearne uno finalizzato a delegittimare tutto quello che positivamente è stato fatto. Più di una volta è accaduto che, quando si arrivava quasi al traguardo, sembrava ci fosse poi qualcosa che interrompeva tutto. Oggi più che mai ci deve essere un intervento chiarificatore in questo senso". 

E poi l'ultimo passaggio riguarda proprio le affermazioni di Mussari di querelare per calunnia o diffamazione chiunque possa accusarlo della morte di Rossi: "Chi è stato chiamato in causa, ha detto che farà le proprie denunce per diffamazione e calunnia. Mi auguro che questo venga fatto perché a oggi, non avendo contezza se la magistratura abbia aperto o meno un fascicolo a modello 44, quindi iscrivendo anche contro ignoti un fascicolo per l'omicidio di David Rossi, spero che una denuncia per diffamazione, che sarebbe su querela di parte, imponga poi l'apertura di un fascicolo con l'interesse che venga fatta un'attività di indagine sottesa a quella diffamazione, ma che potrebbe consentire di fare accertamenti chiarificatori. Non è una provocazione, ma mi auguro che questa querela per diffamazione venga fatta proprio per dare così un impulso alla magistratura", ha concluso.

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