Morte David Rossi, come funziona una commissione parlamentare d’inchiesta e fin dove si può spingere
La Commissione parlamentare d'inchiesta istituita sul caso di David Rossi, l'ex capo della comunicazione di Monte dei Paschi di Siena trovato morto il 6 marzo 2013, ha fatto qualcosa di unico nella storia del nostro Paese. Per la prima volta, infatti, ha indicato i profili di due persone ritenendole coinvolte nel decesso dell'uomo. Ha infatti spiegato che sarebbe stato vittima di una presunta intimidazione, che ha poi avuto una conclusione diversa: la morte di Rossi. Non solo ha ribaltato la conclusione a cui negli anni sono arrivate diverse inchieste giudiziarie che hanno bollato il decesso come suicidio, ma ha sostenuto che il presunto mandante della presunta intimidazione sia Giuseppe Mussari, ex presidente di Mps, e il presunto organizzatore del presunto agguato sia Gabriele Ceccherelli.
I nomi sono stati resi pubblici durante una conferenza stampa. Una modalità che ha sollevato diverse polemiche. Ma soprattutto ha posto tanti interrogativi. Primo tra tutti: E adesso cosa accadrà? Questo perché la Commissione parlamentare d'inchiesta non può intraprendere alcuna azione penale come invece può fare la Magistratura. E quindi a cosa serve una Commissione parlamentare d'inchiesta? Che compiti ha? E soprattutto quali sono i poteri? Fanpage.it prova a rispondere a tutte queste domande.
In primis le commissioni d'inchiesta sono regolate dall'articolo 82 della Costituzione. Possono svolgere indagini e ricerche su materie e argomenti di interesse pubblico, hanno gli stessi poteri e limitazioni dell'autorità giudiziaria. Come eseguono queste indagini? Con missioni, sopralluoghi, audizioni, organizzando convegni e documentandosi o studiando un caso. Possono ricorrere a molti mezzi di prova e quello maggiormente utilizzato è la testimonianza.
Nel caso della commissione di David Rossi, per esempio, sono state svolte diverse simulazioni, accertamenti tecnici e prodotte perizie sulla dinamica e sulla presenza di persone nel vicolo dove poi è stato trovato il corpo. Una volta concluso il lavoro, le commissioni producono delle relazioni finali che poi possono aiutare il Parlamento a presentare ed eventualmente approvare alcuni atti.
A differenza di un Tribunale, la commissione d'inchiesta non emette sentenza. La stessa Corte Costituzionale, nelle sentenze numero 231/1975 e 26/2008, ha chiarito che il compito delle commissioni "non è di ‘giudicare', ma solo di raccogliere notizie e dati necessari per l'esercizio delle funzioni delle Camere".
Non producono modificazioni giuridiche "ma hanno semplicemente lo scopo di mettere a disposizione delle Assemblee tutti gli elementi utili affinché queste possano, con piena cognizione delle situazioni di fatto, deliberare la propria linea di condotta, sia promuovendo misure legislative, sia invitando il Governo a adottare, per quanto di sua competenza, i provvedimenti del caso".
Se però durante le loro indagini vengono a conoscenza di fatti che possano costituire reato – come evidenziato nel caso di Rossi la presunta intimidazione poi terminata con la morte – allora devono informare l'autorità giudiziaria. È vero anche che se le attività investigative della Commissione d'inchiesta e dell'autorità giudiziaria hanno lo stesso oggetto possono lavorare parallelamente, ma sempre tenendo conto che hanno diverse finalità. Insomma, possono anche scambiarsi i documenti acquisiti – tranne quelli segretati – se ritenuti utili per le proprie indagini, ma la Commissione non può poi procedere con considerazioni relative alla responsabilità penale. Allo stesso modo, nemmeno un giudice può produrre considerazioni politiche.
Alla luce di tutto questo, lascia perplessi la decisione del presidente di Commissione di indicare i nomi di possibili mandanti o organizzatori di una presunta intimidazione senza lasciare che fosse una Procura e poi eventualmente un tribunale a produrre considerazioni sul caso.