Lo avevano annunciato la scorsa settimana gli esperti dell'Istituto superiore di Sanità e del Ministero della Salute nel loro report di monitoraggio settimanale della situazione epidemiologica in Italia e lo hanno confermato i dati degli ultimi giorni: la curva dei contagi è in aumento e non si può escludere l'arrivo di una terza ondata della pandemia, con il Governo che si appresta a introdurre nuove misure restrittive per limitare la trasmissione del virus e scongiurare la pressione sul sistema sanitario. Dal 6 al 12 gennaio, i nuovi casi di infezione sono stati in totale 121.263, in aumento rispetto ai 114.144 dei sette giorni precedenti. Non succedeva da ben sei settimane, quando invece il trend era in discesa. Per questo i prossimi giorni saranno ancora più decisivi per capire gli sviluppi dell'epidemia, se andrà rallentando o se subirà una nuova accelerazione.

Secondo i dati Iss sono 12 le Regioni ad alto rischio infezione. Tra queste, preoccupa quello che sta succedendo in Sicilia, ha fatto registrare in termini percentuali un amento del +46% del numero dei positivi, passando dai 8.253 a 12.041 (+46%), nel giro di sette giorni. Non va meglio in Calabria, salita da 1.919 contagi a 2.465 (+28,4%), in Sardegna da 1.853 a 2.166 (+16,8%), in Friuli da 3.923 a 4.575 (+16,6%) e in Lombardia da 13.900 a 16.121 (+16%), anche se le percentuali sono più basse. Tutte le altre regioni sono stabili, ad eccezione di Molise, provincia autonoma di Trento e Veneto, che finora è stata quella che ha fatto registrare il più alto incremento giornaliero di casi, che invece hanno fatto registrare una riduzione dei contagi. Quest'ultima, nello specifico, è passata da 24.008 casi a 19.738 (-4.270 casi, cioè -17,7%) in una settimana.

Ancora male i numeri sui decessi, che stanno sfiorando quota 80mila totali dall'inizio dell'emergenza. In sette giorni sono morte nel nostro Paese 3.210 pazienti Covid, di contro alla settimana precedente in cui se ne erano registrati 3.187. Tornano a preoccupare anche i dati sui ricoveri. Secondo il monitoraggio dell'Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (Agenas) relativi al 12 gennaio, le terapie intensive occupate da pazienti Covid tornano, a livello nazionale, sopra la soglia d'allerta del 30%, attestandosi al 31%, l'1% in più rispetto a 7 giorni fa. Il numero degli ingressi in rianimazione è salito del 2,6& in una settimana. Cresce dell'1% rispetto a una settimana fa anche il numero dei posti letto in reparto occupati da pazienti Covid, che arriva al 37% e resta sotto la soglia d'allerta del 40%.