Domani il boss Graviano sentito dai pm di Firenze: attesa per le dichiarazioni sui suoi incontri con Berlusconi
Domani 21 settembre a Firenze il boss Giuseppe Graviano, detenuto al 41bis in carcere a Cagliari, sarà sentito come testimone nel processo in corso nei confronti di Salvatore Baiardo che si sta difendendo dall'accusa di calunnia contro il conduttore tv Massimo Giletti. Baiardo è già stato condannato per aver favorito i boss mafiosi Graviano ed è anche accusato di favoreggiamento aggravato a favore di Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri. Nello stesso procedimento il 10 settembre era stato già sentito Giovanni Brusca, il boss di cosa nostra diventato collaboratore di giustizia e che dal 2025 è un uomo libero. Brusca aveva parlato di Silvio Berlusconi (mai condannato) dichiarando: "Volevamo dare colpa delle stragi alla sinistra per aiutare il Cavaliere. Ci avrebbe dovuto dare una mano, altrimenti avremmo messo altre bombe". Riferendosi alle stragi di mafia del '92 e del '93. Inoltre aveva riferito che era venuto a sapere, tramite Matteo Messina Denaro, degli incontri tra Graviano e Berlusconi a Milano.
Ne aveva già parlato lo stesso Giuseppe Graviano nel 2020 durante il processo ‘Ndrangheta stragista a Reggio Calabria. In quell'occasione aveva spiegato di avere incontrato tre volte Silvio Berlusconi presentato dal nonno del boss perché c'erano sul tavolo progetti nel mondo edilizio. Quando il nonno morì le redini passarono in mano a Giuseppe Graviano e a suo cugino. A Reggio Calabria il pm Giuseppe Lombardo gli aveva chiesto: "Berlusconi sa che sta incontrando un latitante?". E il boss di Brancaccio gli aveva risposto: "Eh non lo so, penso di sì. Lo sapeva come mi chiamavo, mio nonno all'inizio mica sapeva che io dovevo andare latitante, ha presentato Graviano Salvatore, Graviano Giuseppe…". Giuseppe Graviano era latitante dal 1984 quando aveva ricevuto il mandato di cattura e "poi sono entrato nel Maxiprocesso con le dichiarazioni di Salvatore Contorno", un importante collaboratore di giustizia di cosa nostra.
Graviano era tornato a parlare degli incontri con il leader di Forza Italia nella recente lettera inviata al gip di Caltanissetta che in questi giorni dovrà decidere se accettare o meno la richiesta di archiviazione della Procura di Caltanissetta in merito al fascicolo sull'ex senatore Marcello Dell'Utri, nonché uno dei fedelissimi di Silvio Berlusconi, e sulle stragi di mafia del '92. Al gip il boss aveva espresso la sua disponibilità a parlare. Su cosa parlerebbe lo ha anticipato già nella lettera.
In una parte, scritta tramite l'avvocato Antonio Sanvito, si legge che Giuseppe Graviano aveva incontrato "personalmente Silvio Berlusconi in più occasioni. Il primo incontro avvenne all'hotel Quark di Milano, alla presenza del nonno Quartararo Filippo e del cugino Graviano Salvatore, che li presentò. Un altro incontro avvenne in una data successiva che Graviano non ha precisato. In un altro incontro — che Graviano colloca nel dicembre 1993, a Milano Tre — si discusse della formalizzazione dei rapporti economici in essere: erano presenti Graviano e il cugino Salvatore, mentre Berlusconi aveva con sé altre persone che non furono presentate. L'incontro del dicembre 1993 incluse anche una cena".
Sia chiaro, Giuseppe Graviano è uno dei più importanti boss di cosa nostra e potrebbe risolvere alcuni dubbi sulle stragi di mafia. Ma è bene precisa che sebbene ha espresso la sua volontà a parlare non sarà mai un collaboratore di giustizia, come precisata a Fanpage.it dal suo avvocato. Questo vuol dire che le sue dichiarazioni possono essere a rischio di credibilità.
Domani potrà svelare comunque qualcosa di nuovo soprattutto sui suoi incontri con Silvio Berlusconi? "Basta fargli le domande giuste", ha precisato il legale Sanvito.