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"Non la rivedrai mai più". Dopo i numerosi appelli per ritrovare la giovanissima Diana Letizia David, scomparsa lo scorso lunedì dal Trevigiano, la madre Iaona ha ricevuto una telefonata. A chiamare, però, non era la figlia di 17 anni, ma l'uomo con cui sospettava che si fosse allontanata, un 27 romeno che vive in Germania che la ragazza ha conosciuto in chat. L'uomo ha assicurato che Diana sta bene ed è con lui, ma alle proteste della donna, che ha minacciato denuncia per sottrazione di minore, il 27enne ha risposto: "Allora non la rivedrai mai più".

Diana si è allontanata da casa lo scorso 24 novembre da Conegliano (Treviso) e da allora ha spento il cellulare. La madre, che aveva tentato di impedire quella relazione virtuale con il 27enne conosciuto in chat, ha immediatamente immaginato che fosse fuggito con lui. "Lo crede il suo fidanzato, ma mi hanno detto che è dedito al traffico di minori a scopo di prostituzione, che è un protettore", ha detto Ioana subito dopo la scomparsa di sua figlia. La vicenda, ha acceso i riflettori sui pericoli che gli adolescenti corrono su alcuni social network, dove pedofili e adescatori si infiltrano usano falsi account. Tik tok, ma anche Instagram e Facebook sono diventati dunque il terreno di caccia preferito per cybercriminali contro cui la polizia postale sta conducendo diverse operazioni.

La storia di Diana ha un precedente nella scomparsa di Rosa Di Domenico, la 15enne scomparsa da Sant'Antimo (Napoli), nel maggio 2017. La ragazza era fuggita con Alì Qasib, 28enne sposato che l'aveva portata in Turchia. Nel 2018 Rosa è stata accompagnata all'ambasciata turca da Qasib ed è riuscita a tornare dalla sua famiglia.