News sulla morte di David Rossi

David Rossi, la perizia psicologica: “Era sotto pressione, ma nessun elemento compatibile con suicidio pianificato”

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David Rossi.
La consulenza psicologico-forense svolta nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di David Rossi, l’ex capo comunicazione di Mps deceduto nel 2013, esclude il suicidio pianificato. Dalla valutazione è emerso uno stato di ansia e paura, ma nessun elemento sufficiente a delineare un gesto volontario. La compagna: “Posizione che sosteniamo da 13 anni”.

David Rossi provava forte paura, senso di minaccia e preoccupazione per le conseguenze professionali e reputazionali delle vicende della banca Monte dei Paschi di Siena, ma non sarebbe emerso nessun elemento psicopatologico o comportamentale ritenuto sufficiente a delineare un gesto suicidario strutturato, pianificato e organizzato.

È quanto riferito da Edoardo Genovese, il consulente nominato insieme a Robbi Manghi dalla Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte di David Rossi, avvenuta il 6 marzo 2013 in circostanze ancora da chiarire, nel corso dell'audizione a Palazzo San Macuto.

I periti su David Rossi: "Nessuna patologia psichiatrica o quadri depressivi"

Rossi, ex capo comunicazione di Mps, fu trovato morto dopo essere precipitato dalla finestra del suo ufficio nella sede della banca senese, il caso fu archiviato come suicidio. I due esperti hanno ricostruito lo stato psicologico, emotivo, relazionale e professionale di Rossi nei giorni precedenti la morte, cercando anche eventuali fattori di rischio compatibili con un gesto volontario.

Dalla valutazione non sarebbero emerse patologie psichiatriche, quadri depressivi maggiori, isolamento sociale o una brusca interruzione delle relazioni e dei progetti personali e professionali.

Secondo Genovese, Rossi attraversava invece una fase di marcata allerta e ansia, legata alle vicende giudiziarie e alla pressione mediatica sul comparto comunicazione di Mps e al timore per la propria reputazione.

I segnali emersi nei giorni precedenti, compresi i tagli sui polsi e la mail del 4 marzo con la frase "stasera mi suicido sul serio, aiutatemi", sono stati quindi valutati all'interno di questo quadro. Rossi tuttavia non avrebbe dato segnali tali da far presagire trasformazioni in termine di isolamento rispetto alla sua cerchia relazionale, affettiva e professionale.

Anzi, ha mantenuto in quei giorni contatti e relazioni costanti. "Il ripiegamento e il ritiro sociale – ha spiegato Genovese – costituiscono delle red flag che possono essere indice di possibili gesti estremi e pianificati.

Al contrario la ricerca di interlocuzione costante, la routine ordinaria, il sostegno profondo alla moglie, smentiscono inequivocabilmente l'isolamento. Rossi non avrebbe dato alcun segnale di interruzione dei progetti neanche a lungo termine, avendo espresso la volontà di scrivere libri e saggi.

Nella valutazione è stata inserita anche l'analisi dei fazzoletti con tracce verosimilmente di sangue trovati nel cestino, per verificarne la compatibilità con i tagli sui polsi rilevati due giorni prima dalla figlia acquisita. I tagli sono stati ricondotti a una condotta autolesiva non suicidaria, come modalità di regolazione emotiva.

I biglietti scritti dall'ex capo comunicazione Mps: "Grafia segnata da tensione, ma nessuna coercizione fisica"

I tre bigliettini rinvenuti nel cestino dello studio di Rossi e attribuiti all'ex capo della comunicazione di Mps, nei quali sfogava il suo sconforto, sono stati effettivamente scritti da lui.

Tuttavia, presenterebbero anomalie grafiche riconducibili, secondo i consulenti, che hanno svolto anche un'analisi psico-grafologica dei manoscritti, a una condizione di forte tensione e a una possibile realizzazione forzata sul piano psicologico.

Gli scritti non possono essere valutati isolatamente, ma devono essere letti nel contesto dei giorni precedenti la morte. Non sarebbe invece emerso un elemento compatibile con una coercizione fisica o una dettatura forzata nel momento della scrittura.

L'analisi, ha spiegato Genovese, ha evidenziato la presenza di "una grafia caratterizzata dall'alternanza di tratti sciolti e fluidi, quindi una scrittura molto movimentata che rappresenta l'espressione della base intellettiva di David Rossi, uomo operativo e del fare, e movimento lenti, spasmodici e stentati, che costituiscono il forte travaglio e lo sforzo di autocontrollo che viveva".

Anche la collocazione dei biglietti è stata valutata sotto il profilo psico-comportamentale. Per Genovese, il fatto che fossero stati accartocciati e in parte strappati e destinati al cestino è difficilmente conciliabile con la funzione normalmente attribuita ai messaggi d'addio, che vengono lasciati in luoghi visibili e facilmente accessibili ai destinatari.

L'ipotesi di una morte per suicidio "scientificamente insostenibile e priva di riscontri, sul corpo ferite ante-mortem"

"L'ipotesi di una morte per suicidio appare tecnicamente e scientificamente insostenibile e priva di riscontri oggettivamente cristallizzati", scrivono ancora i consulenti.

La relazione sottolinea inoltre che sul corpo di Rossi furono rilevate "plurime lesioni corporee polidistrettuali e polimorfe ante-mortem", a carico tra l'altro del volto, dello zigomo, del labbro, delle braccia e dell'addome, che secondo i consulenti presentano caratteristiche "incompatibili con la dinamica della sola precipitazione o della caduta al suolo".

La posizione della compagna: "Perizie convergono in una direzione che sosteniamo da 13 anni"

"Un'altra perizia che va nella direzione ormai acclarata dell'omicidio; David non mi avrebbe mai lasciata consapevole del dolore che mi avrebbe provocato, non avrebbe mai fatto gesti o manifestazioni eclatanti, non era il suo stile e chi lo conosceva lo sa bene", ha detto Antonella Tognazzi, compagna di Rossi, commentando la consulenza.

Per Tognazzi, dopo anche la simulazione, svolta ieri, della caduta che suffraga la tesi dell'omicidio, "si tratta dell'ennesima conferma di una valutazione soggetta a tante perizie che convergono in una direzione che sosteniamo da oltre 13 anni. David era una persona equilibrata, preoccupata sì in quei giorni, ma molto centrata e razionale", ha aggiunto.

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