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Daniela Florea era morta da 4 giorni, ma autopsia non spiega le cause: indagini sul telefono dell’ex indagato

L’autopsia non ha svelato le cause della morte di Daniela Florea, 36enne trovata senza vita nella sua abitazione di Torino. Serviranno ulteriori accertamenti sul cadavere, rinvenuto in avanzato stato di decomposizione. Secondo i risultati dei primi rilievi sul corpo, però, Florea era morta da circa 4 giorni al momento della scoperta. Indagato l’ex compagno Daniele Trandafir, il cui cellulare è oggetto di accertamenti.
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Era morta da almeno 4 giorni Daniela Florea, la 36enne trovata senza vita nel letto contenitore della sua abitazione a Torino. Questo è quanto emerso dai primi rilievi cadaverici. Per i risultati dell'autopsia, che è stata fatta ieri dal medico legale Roberto Testi, bisognerà attendere ancora: tanto per iniziare, l'avanzato stato di decomposizione non ha purtroppo permesso di capire cosa abbia provocato il decesso della 36enne, mamma di un bambino ora trasferito in una comunità per minori.

Per capire le dinamiche della morte, come apprende Fanpage.it, bisognerà aspettare ancora, con nuovi esami per chiarire che cosa abbia provocato il decesso di Florea. L'ex compagno è indagato per omicidio e occultamento di cadavere, anche se nel frattempo gli investigatori continuano gli accertamenti per risalire al suo ultimo avvistamento prima del ritrovamento del corpo senza vita di Florea.

Per Daniel Trandafir, il 45enne accusato del delitto, non sono al momento state previste misure cautelari. Le autorità stanno scandagliando le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona e i contatti che la vittima ha avuto negli ultimi giorni prima della sua scomparsa. I cellulari di indagato e vittima sono in questo momento oggetto di accertamenti.

Un'amica della donna ha invece raccontato agli investigatori di alcune confidenze che Florea le aveva fatto poco prima dell'omicidio. Secondo la sua testimonianza, Trandafir era possessivo e la controllava di continuo, tanto ad aver portato la 36enne a decidere di interrompere la relazione. Trandafir è difeso dagli avvocati Roberto Brizio e Piero Paolo Cassini. 

Il figlio di Florea, invece, è entrato in una comunità protetta dopo aver trascorso gli ultimi giorni a casa del padre. Il piccolo è stato trasferito dopo la scoperta del cadavere e le successive indagini che hanno portato all'iscrizione di Trandafir al registro degli indagati.

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