Cosa sappiamo sul presunto sabotaggio alla circolazione ferroviaria, Salvini: “Un attentato”

La mattina del 7 febbraio si è aperta con una serie di gravi criticità sulla rete ferroviaria italiana che hanno avuto un impatto immediato e pesante sulla circolazione, soprattutto nel Centro-Nord. Ritardi accumulati fin dalle prime ore del giorno, convogli bloccati o deviati, stazioni congestionate e migliaia di viaggiatori rimasti in attesa senza informazioni chiare. Col passare delle ore, il quadro è apparso sempre meno riconducibile a semplici guasti tecnici e sempre più compatibile con una sequenza di atti dolosi coordinati.
Gli episodi principali si sono verificati nel nodo di Bologna e nei pressi della stazione di Pesaro, due punti strategici per il traffico ferroviario nazionale. In entrambi i casi, i primi accertamenti hanno escluso l’ipotesi accidentale, aprendo a quella di un sabotaggio. A rendere la vicenda ancora più delicata è la coincidenza temporale con l’avvio ufficiale delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, inaugurate ieri. Un elemento che ha spinto investigatori e governo a valutare con particolare attenzione il contesto e le possibili motivazioni.
Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha seguito fin da subito l’evolversi della situazione, parlando apertamente di “attentato” e definendo quanto accaduto un “atto di delinquenza”. In una nota, il Mit ha richiamato quanto avvenuto in Francia nel 2024, quando sabotaggi alla rete ferroviaria precedettero di poche ore l’apertura dei Giochi Olimpici di Parigi, sottolineando come episodi di questo tipo rappresentino azioni di “inaudita gravità”.
Cosa è accaduto alle stazione di Bologna e Pesaro
Il nodo più critico è stato quello di Bologna Centrale, dove intorno alle 8.30 del mattino è stato rilevato il danneggiamento di alcuni cavi elettrici in un punto di collegamento in superficie tra la linea Bologna-Venezia e la stazione sotterranea dell’Alta Velocità, all’altezza di Castel Maggiore. Secondo quanto accertato dagli inquirenti, non si è trattato di un guasto: su un deviatoio sarebbe stato appiccato un incendio, che ha provocato la rottura dei cavi preposti al rilevamento della velocità dei treni.
L’intervento della Polfer e della Digos ha reso necessaria la sospensione temporanea della circolazione e, successivamente, la deviazione di tutti i convogli dell’Alta Velocità sui binari di superficie, solitamente riservati al traffico ordinario. I ritardi hanno superato in molti casi le due ore, con ripercussioni anche su Intercity e Regionali, alcuni dei quali sono stati cancellati o limitati nel percorso per alleggerire il traffico. Solo intorno all’ora di pranzo la circolazione ha iniziato a riprendere gradualmente.
Disagi significativi si sono registrati anche a Pesaro, dove nelle prime ore del mattino un incendio è divampato in un tombino che ospita una cabina elettrica nei pressi dei binari della stazione. La circolazione è stata sospesa dalle 5.20 per consentire l’intervento dei vigili del fuoco e, nonostante lo spegnimento del rogo, i rallentamenti sono proseguiti a lungo. I treni Alta Velocità e Regionali hanno accumulato ritardi fino a 90 minuti, con cancellazioni e limitazioni di percorso.
E a completare il quadro, sulla linea ordinaria Bologna-Padova è stato individuato e rimosso un ordigno rudimentale collocato su uno scambio. Un elemento che ha rafforzato l’ipotesi di una serie di azioni coordinate piuttosto che di episodi isolati.
A confermare la gravità degli episodi è intervenuto anche il gruppo Ferrovie dello Stato, che in una nota ha parlato esplicitamente di “gravi danni all’infrastruttura ferroviaria riconducibili ad azioni di sabotaggio”.
I sospetti e il legame con l’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina
Gli investigatori stanno lavorando per chiarire la matrice degli attacchi, ma tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un sabotaggio di natura anarchico-antagonista. Al momento non risultano rivendicazioni ufficiali, ma le modalità dei danneggiamenti e la scelta di colpire infrastrutture ferroviarie strategiche richiamano precedenti già visti in Europa.
Il riferimento più immediato è quanto accadde in Francia nel 2024, quando azioni simili furono messe in atto a ridosso dell’apertura delle Olimpiadi di Parigi. Anche in questo caso, la coincidenza con l’inizio dei Giochi di Milano-Cortina viene considerata un elemento rilevante dagli inquirenti, che parlano della possibilità di un atto dimostrativo volto a massimizzare l’impatto mediatico e simbolico.
“Se si confermasse che l’interruzione sull’Alta Velocità è figlia di un attentato premeditato, nel primo giorno delle Olimpiadi, qualcuno vuole male all’Italia”, ha dichiarato Salvini, ribadendo che le forze dell’ordine sono al lavoro per accertare ogni responsabilità. Il Mit, dal canto suo, ha sottolineato come episodi di questo tipo non intacchino l’immagine del Paese, ma rappresentino una sfida alla sicurezza delle infrastrutture che viene affrontata con il massimo livello di attenzione.
Al momento sono tre i danneggiamenti considerati direttamente collegati tra loro: i cavi tranciati e l’incendio al deviatoio nel nodo di Bologna, l’ordigno rudimentale sulla Bologna-Padova e il rogo della cabina elettrica a Pesaro. Su tutti questi episodi restano aperte le indagini dell’antiterrorismo, mentre la circolazione ferroviaria, pur avviata verso la normalizzazione, sta continuando a risentire delle conseguenze di una mattinata che ha messo sotto pressione uno dei principali snodi del trasporto nazionale.