L’ultimo decreto emanato dal governo il 22 marzo per fronteggiare l’emergenza Coronavirus ha portato alla chiusura di molte fabbriche e, allo stesso tempo, a nuovi divieti sugli spostamenti dei cittadini. Restrizioni che si sommano a quelle già messe in campo negli scorsi giorni, con una serie di provvedimenti varati a partire dall’inizio di marzo nell’obiettivo di contenere i contagi ed evitare una maggiore diffusione del virus. Regole che si sommano, quasi ogni giorno, ad altre già esistenti, e che riguardano da vicino tutti i cittadini. Dalle limitazioni agli spostamenti alle chiusure dei negozi, dalle scuole chiuse alle regole del mondo del lavoro, vediamo cosa è vietato, cosa si può fare, cosa è chiuso e cosa è aperto.

Si può uscire di casa?

Non si può uscire di casa se non per alcune limitate eccezioni: gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o spostamenti per motivi di salute.

In cosa consistono le comprovate esigenze lavorative?

È necessario dimostrare che lo spostamento avviene perché si va al lavoro. Lo si deve dichiarare attraverso l’autocertificazione: se dai controlli emerge che non è vero, si incorre in un reato. Dove possibile, comunque, è consigliato il lavoro a distanza, insieme a congedi e ferie, proprio per ridurre i casi di esigenze lavorative.

Quali sono le situazioni di necessità?

Vengono considerate situazioni di necessità le uscite per l’acquisto di beni essenziali, come succede per la spesa al supermercato o per l’acquisto di farmaci. In questi casi è possibile, quindi, uscire, ma rispettando la distanza di sicurezza di un metro dalle altre persone. Il governo assicura, inoltre, che non serve fare scorte, perché saranno sempre disponibili i generi alimentari.

È consentito il rientro a casa?

È consentito il rientro alla propria abitazione quando si torna dal lavoro o dalla spesa. Ma non è possibile lasciare l’abitazione principale per andare in una seconda abitazione nei giorni festivi, prefestivi e in quello precedente e successivo a questi giorni: per esempio, per il weekend, il venerdì e il lunedì. Inoltre non è consentito uscire dal proprio Comune se non per gli spostamenti necessari legati al lavoro.

Come funziona l’autocertificazione?

I cittadini che lasciano la propria abitazione per comprovate motivazioni devono compilare l’autocertificazione: se non si ha a disposizione il foglio cartaceo saranno le forze dell’ordine che effettuano i controlli a consegnare il modulo dell'autocertificazione da compilare sul posto.

Quando si può uscire dal proprio Comune?

Non si può lasciare il proprio Comune per andare in uno diverso con mezzi di trasporto né pubblici né privati. Le uniche eccezioni sono per “comprovate esigenze lavorative o di assoluta urgenza o per motivi di salute”.

Si può uscire per buttare la spazzatura?

Sì, è possibile buttare la spazzatura normalmente.

Si possono portare a spasso cani e altri animali domestici?

I cani si possono portare a fare i bisogni evitando, però, assembramenti e rispettando sempre la distanza di un metro con altre persone. Si può anche uscire per portare l’animale domestico dal veterinario.

Si può uscire per andare a mangiare da parenti e amici?

No, non si può in quanto è considerata un’attività non necessaria.

Si può andare a trovare persone anziane non autosufficienti?

È possibile andare a trovare persone anziane, soprattutto per motivi legati al rifornimento di generi alimentari o di farmaci. Ma bisogna fare attenzione perché gli anziani spesso sono le persone più fragili e quindi più a rischio.

Si può uscire per fare una corsa o attività sportiva?

Dal 21 marzo sono chiusi i parchi e i giardini pubblici ed è, inoltre, stata proibita ogni attività ludica all’aperto. Si può, però, andare a correre o a svolgere attività motoria “in prossimità della propria abitazione”, rispettando la distanza di sicurezza.

Si può uscire in bicicletta?

Si può utilizzare la bicicletta per raggiungere la sede di lavoro, il luogo di residenza o i negozi essenziali. Se la si impiega per svolgere attività motoria è necessario rimanere nelle vicinanze dell’abitazione.

Si possono andare a trovare i figli se si è divorziati?

Il genitore può andare a trovare il figlio minorenne dall’altro genitore in caso di separazione o divorzio.

I transfrontalieri possono continuare a lavorare normalmente?

I transfrontalieri possono entrare e uscire dal territorio per raggiungere il posto di lavoro e per tornare a casa.

Se si ha la febbre si può uscire?

Chi ha una febbre maggiore di 37,5 o sintomatologia da infezione respiratoria deve “rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali".

Se si è in quarantena è possibile uscire per situazioni di necessità?

No, chi è in quarantena non può uscire in alcun caso. Infatti sul modulo di autocertificazione si dichiara di non essere stati sottoposti alla quarantena. Per quarantena si intende solamente l’indicazione ricevuta dal personale sanitario in caso di contatti con persone contagiate.

Cosa succede se non si rispettano queste restrizioni?

Per chi non rispetta le regole il rischio è l’arresto fino a tre mesi o un’ammenda fino a 206 euro: si tratta delle sanzioni previste dall’articolo 650 del codice penale. Ma sono contemplate anche ipotesi di reato più gravi. Inoltre, in caso di falsa dichiarazione – secondo l’articolo 495 del codice penale – si rischia la reclusione da uno a sei anni.

Quali aziende e fabbriche resteranno aperte?

Sulla base dell’ultimo decreto governativo rimarranno aperte solamente le fabbriche e le aziende che producono prodotti legati alla sanità, alle forniture mediche, il reparto farmaceutico, la pulizia, la logistica, la vigilanza, la filiera agroalimentare, i trasporti, i rifiuti, il tessile, l’edile, l’idraulica e il petrolifero.

Quali negozi e quali attività resteranno aperte?

Oltre ai negozi di generi alimentari e alle farmacie, restano aperti anche i negozi di prodotti legati al computer, alle telecomunicazioni, agli elettrodomestici, le ferramenta, i rivenditori di vernici, articoli igenico-sanitari, materiali ortopedici, saponi, detersivi, e ancora profumerie, ottici, edicole, lavanderie, tintorie, tabaccai e pompe funebri. Sono aperte anche le banche, le assicurazioni e le poste.

È possibile ricorrere al lavoro agile?

Il lavoro agile si può applicare a tutti i lavoratori del settore pubblico e del privato, con modalità semplificate previste per l’emergenza.

Quali negozi restano chiusi?

Tutti gli altri esercizi commerciali restano invece chiusi. Tra questi ci sono anche i parrucchieri e i barbieri. Le chiusure per il momento sono valide fino al 25 marzo.

È possibile effettuare acquisti online?

Sì, per quanto riguarda la spesa e l’acquisto di medicinali e materiale medico. Per quanto riguarda altri acquisti, c'è chi, come Amazon, al momento permette di effettuare solo ordini di prodotti essenziali.

Tutti i bar e i ristoranti sono chiusi?

Bar e ristoranti sono chiusi, così come le pasticcerie e le gelaterie. Sono aperti solo nelle aree di servizio che si trovano sulle autostrade: possono, però, vendere solamente prodotti da asporto da consumare fuori dai locali. Sono stati chiusi i bar e i ristoranti anche nelle stazioni e nelle strade che non siano autostrade.

Quali trasporti sono ancora attivi?

Sono attivi il traffico ferroviario, il trasporto marittimo, il trasporto aereo, il traffico di autobus, taxi, ncc e degli autotrasportatori.

Le scuole restano chiuse?

Al momento è prevista la chiusura di scuole e università fino al 3 aprile, ma come pre-annunciato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e dal ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina, la proroga di questa chiusura è praticamente certa. Non si sa, però, fino a quando.

Si può andare in chiesa?

È possibile andare in chiesa, evitando assembramenti e rispettando la distanza di sicurezza: i luoghi di culto sono infatti aperti. Sono però sospese, almeno fino al 3 aprile, tutte le cerimonie civili e religiosi, compresi i funerali e le messe.

Si possono fare spostamenti per turismo?

No, tutti gli spostamenti per turismo devono essere evitati. Gli alberghi possono rimanere aperti ed erogare servizi di bar e ristorazione solamente a chi già alloggia nelle strutture per altri motivi.

Colf, badanti e baby sitter possono continuare a lavorare?

Sì, colf, badanti e baby sitter possono continuare a lavorare, cercando di rispettare tutte le indicazioni riguardanti la distanza di sicurezza, quando possibile.