Claudia Lepore, la cinquantanovenne originaria di Carpi trovata morta a Santo Domingo, sarebbe stata torturata prima di essere strangolata. A sostenerlo sono gli avvocati nominati dai parenti della donna, Enrico Aimi e Giulia Giusti. Il corpo di Claudia è stato trovato nel frigorifero di casa sua, a Bavaro, vicino alle spiagge di Punta Cana. "Se l’esame autoptico dovesse confermare i primi rilievi effettuati sul cadavere di Claudia Lepore dal medico legale forense intervenuto sulla scena del crimine – è quanto sostengono i due legali -, ci troveremmo di fronte a un delitto consumato con sadica efferatezza. La morte per soffocamento sarebbe solo l’atto finale di una sequela di spietate torture. Una condizione preagonica durata presumibilmente a lungo”.

Per l’omicidio dell’italiana è stato arrestato il 46enne Antonio Lantigua, che ha confessato di aver ucciso per soldi guadagnando poco meno di tremila euro. Al vaglio anche le posizioni dei due italiani indicati dal presunto omicida come mandanti del delitto e a loro volta in attesa di comparire davanti al giudice. Secondo gli avvocati, non si è trattato di un delitto con dolo d’impeto ma con premeditazione. “Dalla nostra prima ricostruzione l’assassino potrebbe aver cercato di estorcere qualcosa alla vittima prima di strangolarla. Un mistero che riteniamo potrà essere svelato dai segreti allo stato ancora contenuti nel telefono cellulare della vittima e degli indagati”, hanno aggiunto i legali nominati dalla famiglia della vittima. Intanto, secondo quanto riporta la stampa locale, l’udienza nei confronti del presunto autore del delitto e dei presunti mandanti è stata rinviata.