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27 Novembre 2021
10:04

Ciro Grillo e i 3 amici a processo per violenza sessuale, la vittima: “Ricomincio a respirare”

“Finalmente torno a respirare”, sono queste le poche parole che la vittima della violenza sessuale di gruppo da parte di Ciro Grillo e dei suoi tre amici, ha riferito al suo avvocato Giulia Bongiorno, dopo la notizia del rinvio a giudizio dei quattro. La prima udienza del processo è fissata per il prossimo 16 marzo.
A cura di Chiara Ammendola
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Ciro Grillo
Ciro Grillo

Sono poche le parole pronunciate da Silvia, il nome fittizio che dall'inizio di questa storia è stato dato alla vittima, che al suo avvocato, Giulia Bongiorno, racconta: "Oggi finalmente ricomincio a respirare". Respira dopo che ieri pomeriggio il gup del il Tribunale di Tempio Pausania, Caterina Interlandi, ha deciso il rinvio a giudizio per Ciro Grillo, Vittorio Lauria, Edoardo Capitta e Francesco Corsiglia, accusati di violenza sessuale di gruppo. La giovane vittima, una ragazza italo norvegese che all'epoca dei fatti aveva 19 anni, sarebbe infatti stata violentata dai quattro amici in una villetta in Sardegna, di proprietà proprio di Beppe Grillo, nella notte tra il 16 e il 17 luglio 2019, dopo averla abbordata insieme con un'amica nella nota discoteca "Billionaire".

Silvia, che oggi ha cambiato casa e sta provando ad andare avanti per quanto possibile, è una ragazza traumatizzata, molto sofferente, come riporta al Corriere della Sera l'avvocato Bongiorno: "Vive ogni giorno come se avesse accanto perennemente la sensazione fisica di quello che le è successo, una specie di compagna quotidiana", spiega la legale che però parla anche di una ragazza determinata che con la decisione di ieri del gup potrebbe ottenere la giustizia che merita. La prima udienza del processo che vede imputati i quattro ragazzi si terrà il prossimo 16 marzo: in quell'occasione e anche dopo dovrà ripercorrere i momenti di quella notte quando, come evidenziato dal suo racconto, sarebbe stata costretta a bere della vodka per poi essere stuprata mentre l'amica dormiva su un divano. Nell'ambito del procedimento per violenza è nato un secondo filone dell'inchiesta per revenge porn: il gruppo, infatti, avrebbe scattato alcune foto oscene con protagonista la giovane addormentata sul divano. La ragazza, probabilmente in uno stato di incoscienza dovuto all'alcol, non si sarebbe accorta di nulla. Le immagini sono state poi condivise su alcuni gruppi Whatsapp.

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